Fondi, i giovani restano lontani

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di Redazione 16 Giugno 2015 | 13:11

Sale la quota di sottoscrittori di fondi con età superiore ai 55 anni, mentre calano gli investitori tra i 26 e i 35 anni.


I giovani si allontanano dal mondo dei fondi, sempre più spesso appannaggio degli over 55. E anche il fronte dei professionisti del risparmio sta invecchiando, con i promotori con meno di 30 anni che, secondo i dati Apf, costituiscono oggi solo il 2% del totale della popolazione, contro il 14% del 2002.

I DATI – A lanciare l’allarme è Assogestioni, che evidenzia come, a fronte di un'industria del risparmio gestito che cresce, la platea di investitori non si muove alla stessa velocità: dati alla mano, il totale dei sottoscrittori di fondi comuni italiani si attesta a 6,1 milioni (circa il 10% della popolazione totale), in ripresa rispetto al 2012 (9%), ma ancora lontani dai 9 milioni raggiunti tra il 2002 e il 2005. Non solo: questa parziale ripresa trova sostegno soprattutto, come accennato, tra gli individui con più di 55 anni: la quota di sottoscrittori di età compresa tra i 56 e i 65 anni è passata tra il 2012 e il 2014 dal 19,3% al 19,5%; quella dei soggetti con età compresa tra i 66 e i 75 è balzata dal 16,7% al 18,5%; e quella dei sottoscrittori con più di 75 anni è volata dal 14,7% al 16,9%. Al contrario i giovani si tengono fuori dal mondo dei fondi: secondo il Quaderno di Ricerca n. 3/2015 di Assogestioni "I sottoscrittori di fondi comuni italiani", la quota di sottoscrittori di età compresa tra i 26 e i 35 anni è scesa in un biennio dall'8% al 6,9%. Un trend confermato dall'analisi "Modelli di consumo e di risparmio del futuro" realizzata da GfK Eurisko, secondo cui solo l'8% dei soggetti appartenenti alla Generazione Y (nati tra il 1980 e il 2004) hanno investito nel 2014 almeno in un fondo.

UNA PROFESSIONE CHE INVECCHIA – E i promotori finanziari? Analizzando gli iscritti all’Albo, emerge che il 43% ha più di 50 anni, il 40% tra i 40 e 50 anni, e il 15% tra 30 e 40 anni: uno sbilanciamento da correggere, “soprattutto se l’industria del risparmio vuole attrarre i futuri-investitori della Generazione Y, che hanno manifestato a più riprese il desiderio di risparmiare”, scrive Assogestioni.

CORRERE AI RIPARI – Alla luce di questo quadro, segnala l’associazione, la capacità di attrarre nuove generazioni tra i professionisti del risparmio emerge dunque come “un passo decisivo per un reale sviluppo dell’industria, in quanto consentirà al contempo di rinnovare la categoria dei promotori finanziari/consulenti, sostituendo con neo-pf coloro che avranno presto raggiunto l’età della pensione, e di attrarre fasce di investitori più difficilmente conquistabili da consulenti oggi troppo anziani per i Millennials, ma anche, a volte, troppo saturi di clienti: secondo quanto riportato nell’ultima Relazione Annuale di Assoreti infatti, oggi in media un promotore finanziario conta 165 clienti, una soglia vicinissima al livello massimo gestibile per singolo professionista”.

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