L’effetto-Yellen è già esaurito, New York torna a frenare

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di Luca Spoldi 19 Marzo 2015 | 15:29

Prese di profitto su bond e azioni, complice anche il nuovo calo del petrolio, sui minimi degli ultimi 6 anni in vista di un possibile ritorno dell'Iran sul mercato. In ripresa invece l'oro, che sale a 1.165 dollari l'oncia

SCATTANO NUOVE PRESE DI PROFITTO – Anche se Janet Yellen ha fatto capire ieri sera che i tassi della Federal Reserve difficilmente saranno alzati prima della fine dell’anno, a Wall Street oggi tornano a prevalere moderate prese di profitto, che dopo un’ora e mezza di lavoro riportano gli indici mezzo punto sotto i livelli dell’ultima chiusura. Il Dow Jones oscilla infatti a -0,54%, l’S&P500 segna -0,40% mentre il Nasdaq resta a +0,11%. Tra le blue chip americane brillano Cisco, UnitedHealth Group e Ibm, mentre tornano a perdere terreno Caterpillar, Chevron, Exxon Mobil, Coca-Cola e Jp Morgan Chase.

PESA IL RIBASSO DEL GREGGIO – Pesa infatti sui titoli e sugli indici il nuovo calo del prezzo del petrolio, a 43,25 dollari al barile (1,4 dollari meno di ieri), sui minimi degli ultimi 6 anni anche in previsione al possibile ritorno sul mercato dell’Iran se Teheran e Washington trovassero un accordo sul tema del nucleare. In ripresa invece l’oro, che si riporta a 1.165 dollari l’oncia (13,7 più di ieri), con l’argento a 16 dollari (45 centesimi di rialzo), mentre i T-bond vedono il rendimento del decennale risalire sull’1,94% e quello del trentennale sul 2,51%.

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