Avvio di giornata prudente in Europa, bene i listini asiatici

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di Luca Spoldi 23 Novembre 2012 | 09:23

Operatori attenti ai dati macro tedeschi, mentre tardano a emergere accordi sulla crisi greca e sul budget comunitario 2014-2020


BENE L'ASIA – Ultima seduta della settimana positiva per i listini asiatici, con Taiwan che sale di quasi il 3% dopo la notizia che i fondi sovrani del paese potrebbero investire in azioni. Positive anche Hong Kong (+0,6%) e Shanghai (+1%), mentre Tokio è rimasta chiusa per il Tanksgiving, così come Wall Street.

EUROPA NERVOSA – Il nulla di fatto nella notte a Bruxelles in materia di bilancio pluriennale dell’Unione europea sembra invece infastidire i listini europei, incerti nelle prime battute: le discussioni riprenderanno stamane su una nuovo proposta del presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy che prevede tagli di circa 75 miliardi di euro rispetto al bilancio proposto dalla Commissione Ue (circa 1091 miliardi di euro), ribilanciati così da pesare meno su agricoltura e fondi di coesione (come chiedono Francia e Italia, pronte come la Gran Bretagna a usare il veto in caso di proposte contrarie ai propri interessi) e maggiormente su altre voci di spesa tra cui l’innovazione tecnologica.

NODO GRECIA – Tutto in alto mare anche per la questione Grecia, col tramonto dell’ipotesi, caldeggiata dalla Germania, che Atene procedesse ad un ulteriore “taglio” del debito tramite un buy back finanziato dai partner europei mentre si tratta su come ridurre il rapporto debito/Pil (oggi 176%) al 124% del Pil entro il 2020 (contro il 120% inizialmente richiesto), ad esempio riducendo gli interessi che la Grecia paga sui prestiti ottenuti.

FTSE MIB IN CALO – A Milano dopo una mezzora di lavoro l’indice Ftse Mib cala a quota 15.474,75 (-0,51%), mentre l’Ftse Italia All-Share è indicato sui 16.345,19 punti (-0,49%) e l’Ftse Italia Star oscilla in area 10.389,97 (-0,31%). Tra le blue chip italiane recuperano terreno Finmeccanica e Salvatore Ferragamo, con Stm, Lottomatica e Saipem di poco sopra alla chiusura di ieri. In deciso calo invece Mediaset, Mps, Banco Popolare, Bper e Ubi Banca, per lo scattare di prese di profitto dopo i rialzi delle ultime sedute.

INDICE IFO – L’indice Ifo tedesco, risalito a sorpresa a 101,4 punti contro attese di un ulteriore calo a 99,5 punti, consente agli indici dei principali listini europei di limitare i danni: Parigi perde lo 0,35%, Francoforte oscilla a -0,23% e Londra è stabile (-0,06%). Poco mosso anche il mercato secondario dei titoli di stato, col Btp decennale guida che vede il rendimento risalire appena oltre il 4,79% (1,5 punti base più di ieri) e lo spread col Bund tedesco tornare sul 3,37% (circa 2 basis point più della vigilia).

MATERIE PRIME – Movimenti limitati anche sulle materie prime col petrolio Brent che scivola sui 110,30 dollari al barile (un quarto di dollaro meno di ieri sera) e il Wti a 87 dollari (38 centesimi in meno) dopo la tregua firmata tra Hamas e Israele, mentre l’oro è indicato sui 1733,50 dollari l’oncia (in rialzo di 4 dollari) e l’argento a 33,44 dollari (10 centesimi di guadagno), coi metalli preziosi che sfruttano il leggero indebolimento del dollaro e a detta degli analisti rimangono sempre ben impostati all’interno di un trend di lungo periodo saldamente rialzista.

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