Asta Btp: collocati 6 miliardi di euro. Rendimenti ai minimi da due anni, lo spread a 320 punti

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di Luca Spoldi 29 Novembre 2012 | 10:49

Il Tesoro ha collocato titoli a 5 e 10 anni. Per i trader sembra esservi poco spazio per un ulteriore rialzo delle quotazioni dei titoli a più lungo termine dopo il rally di questi giorni


Torna la fiducia degli investitori nei titoli di Stato italiani. Dopo il successo di ieri con l’asta dei Bot a 6 mesi anche oggi nessun problema per il Tesoro nel collocare titoli a medio-lungo termine: il Btp novembre 2017 è stato collocato per 3 miliardi (il massimo preannunciato) al tasso medio del 3,23% lordo annuo (dal 3,80% dell’asta precedente), mentre il Btp novembre 2022 è stato collocato per 2,98 miliardi (appena sotto il massimo di 3 miliardi previsto) al tasso medio del 4,45% (contro il 4,92% precedente).

A seguito dell successo dell'asta scende lo spread con l'omologo tedesco, il Bund a dieci anni, cioè il differenziale tra i titoli italiani decennali e il benchmark della Germania. Lo spread è infatti calato intorno ai 308 punti base per poi ritornare sui livelli di 320 punti base in chiusura di giornata, con rendimento al 4,45% – soprattutto a causa di dati macroeconomici Usa un po' deludenti. Il valore, seppure ancora alto, mostra come il rischio Paese sia considerevolmente sceso rispetto al periodo di piena crisi, quando era arrivato a superare la soglia dei 500 pb, segno che la fiducia dei mercati ha premiato le misure di austerity e di sostegno alla crescita messe in atto dal nostro Paese.

Secondo alcuni analisti, "i periferici hanno corso molto negli ultimi giorni, ma poi gli investitori devono aver realizzato che a questi livelli non è più conveniente prendere posizioni lunghe, perché nel 2013 si intravvedono ancora dei rischi: la capacità di rifinanziamnto della Spagna, le elezioni politiche in Italia e le prospettive di crescita in generale"

I trader notano tuttavia come mentre la domanda ha superato 1,24 volte l’offerta per il titolo quinquennale (in calo dalle 1,49 volte precedenti), non sia andata oltre le 1,18 volte per il decennale (da 1,43 volte dell’asta precedente). Segno che l’appetito per il rischio su scadenze lunghe non è più così elevato dopo gli ultimi rialzi delle quotazioni segnati in settimana.

Il buon esito del collocamento ha spinto anche gli indici e a fine giornata Milano ha registrato la performance migliore del Vecchio Continente, segnando un rialzo del 2,81%. A spingere Piazza Affari i titoli bancari, che hanno benefiato proprio del raffreddamento dei tassi e dello spread.

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