Il (torna)sole di Natale

I sondaggi parlano già di un Natale al buio. Per gli acquisti, ovviamente, non per la mancanza di energia elettrica.
Gli italiani spenderanno il 3% in meno. Gli acquisti di fine anno rappresentano un po’ in tutto il mondo una specie di cartina di tornasole della ripresa economica. In Italia e in Europa le stime non sono buone, ma alcuni analisti confidano in alcuni segnali positivi che potrebbero arrivare in occasione delle feste. Chi è speranzoso trae il suo ottimismo da un ragionamento che parte dal 13 settembre, quando Ben Bernanke, presidente della Federal Reserve, ha cominciato a stampare denaro per sostenere l’economia Usa. E continuerà a farlo, dicono gli ottimisti, finché non ci sarà una ripresa stabile e duratura.
Anche Mario Draghi, con la Bce, ha pompato denaro in Europa prestando qualcosa come un trilione di euro alle banche. Questo denaro, contrariamente a quanto accaduto negli Usa, non è finito all’economia ma è servito alle banche per acquistare titoli di Stato o per rimettersi in pista. Prima o poi, però, anche il denaro della Bce dovrà passare alle aziende e alle famiglie e a questo darà probabilmente una mano il prossimo governo che, secondo tutti i sondaggi, sarà guidato da Pierluigi Bersani.
Il vincitore delle primarie passerà i pochi mesi che lo separano dalle elezioni (probabili già a febbraio) a rassicurare le cancellerie europee e mondiali che non deborderà dalla linea del rigore di Mario Monti ma sicuramente, come ha detto proprio Bersani, “qualcosa per rimettere in circolazione il denaro dovremo farla”. E se il denaro torna in circolazione è molto probabile che tra le prime a beneficiarne, vista l’anticipazione dei fenomeni, saranno proprio le Borse. Pronti, quindi, al rally 2013.

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