Giornata nera a Piazza Affari. Pesa l’addio di Monti

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di Redazione 10 Dicembre 2012 | 17:15

Pesantissime le banche anche per il forte aumento dei rendimenti dei titoli pubblici. Ma dai ribassi non si è salvato nessuno  
 


Mamma, che giornata. Il fantasma di Silvio Berlusconi e le annunciate,  conseguenti, dimissioni del governo guidato da Mario Monti, hanno scatenato i  giornali europei ma soprattutto i grandi broker internazionali hanno dimostrato  a suon di vendite di non voler più sentir parlare dell’ex presidente del  Consiglio.

Piazza Affari chiude con un sensibile ribasso, -2,2%, due terzi di  quanto era riuscita a perdere a metà giornata arrivata a un clamoroso -3,6%. A  ridare un po’ di fiato è stato il miglioramento di Wall Street e il contesto  europeo che sembra non aver paura del contagio: l’effetto Berlusconi si è  sentito solo in Italia (con una contenuta appendice in Spagna -0,7%) mentre le  altre borse europee hanno vissuto una giornata tutto sommato normale chiudendo  tutte sopra la parità.

Sotto attacco, ovviamente i titoli di Stato con il Btp che ha portato il suo rendimento al 4,8% e lo spread con il Bund arrivato a  toccare i 360 punti per poi tornare indietro fino a 350. Di conseguenza i  titoli più penalizzati sono stati quelli delle banche, una tendenza che ha  riguardato, questa sì, un po’ tutta l’Europa. A Parigi Société Générale è scesa  del 2%, a Francoforte Deutsche Bank ha perso il 2%, a Madrid Santander -2,4%. 

Figuriamoci le banche italiane, maglie nere d’Europa: Unicredit  -5%, Intesa  -5,4%, Monte Paschi -6%, Ubi -4,7%, Banco Popolare -5,6%. Assicurazioni e  società del risparmio gestito non sono andate molto meglio: Generali -3%,  Mediolanum -5,4%, Fondiaria-Sai -4,7%, Unipol -5%.  In caduta libera anche le utility: Atlantia -3%, A2A -4,3%, Enel -2%, Enel  Green Power -3,8%. Telecom Italia – 3,3%. E non si sono salvati nemmeno gli  industriali: Fiat -3,4%, Finmeccanica -2,3%. In rialzo, praticamente, solo  Mediaset +1%. Sarà un caso?
 

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