Piazza Affari e i Btp provano a prolungare il rally

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di Luca Spoldi 19 Dicembre 2012 | 09:15

La mattinata apre su toni moderatamente positiva per i listini europei, dove brillano le piazze della periferia del Sud Europa più che i listini "core"


TOKYO SUI MASSIMI DA INIZIO APRILE – Tokyo sale ancora, con l’indice Nikkei225 che si porta a 10.160,40 yen (+0,96%), sui massimi da inizio aprile ancora sulla spinta delle attese di prossime misure distensive da parte della Bank of Japan e di un’intesa che eviti il fiscal cliff negli Usa che sostengono anche Hong Kong (+0,49%) e Shanghai (+0,13%). Tra le blue chip giapponesi, favorite anche dalla debolezza dello yen, si mettono in luce nomi del comparto delle materie prime, dei finanziari e degli esportatori, come Kobe Steel, Ihi, Dai-Ichi Life Insurance, Mitsubishi Materials, Ricoh, Ntn, Taisei, Obayashi e Kurasay, tutti in rialzo di oltre il 6,5%. Tira il fiato Sharp, che dopo il 90% guadagnato da inizio mese cede poco meno di 5 punti percentuali. Incerti anche Kyocera e Isuzu Motors, in calo dell’1,6% a testa.

EUROPA PRUDENTE IN AVVIO DI GIORNATA – Mattinata che si apre in moderato rialzo per i listini azionari europei con l’Eurostoxx50 a +0,21% grazie ai nuovi allunghi di titoli come Bnp Paribas, Banco Sandander, Crh e UniCredit, tutti oltre l’1% di rialzo, mentre frenano Carrefour, Nokia e Bmw. Tra i singoli listini Parigi oscilla a +0,17%, Francoforte non va oltre il +0,10%, Londra recupera lo 0,24% mentre Madrid sale di un ulteriore 0,66%, in una mattinata che sembra più favorevole ai listini “periferici” che a quelli “core”.

MILANO ANCORA IN CRESCITA, SPINT DI BUZZI UNICEM E PRELIOS – Piazza Affari continua a recuperare terreno sfruttando il tono più disteso che prevale sui maggiori listini mondiali dall’Asia all’America. Dopo i primi scambi l’indice Ftse Mib si riporta a quota 16.253,79 (+0,61%), mentre l’Ftse Italia All-Share è indicato sui 17.147,58 punti (+0,62%) e l’Ftse Italia Star oscilla in area 10.764,90 (+0,28%).

Tra le blue chip italiane si mette in luce nelle prime battute Buzzi Unicem, che stamane beneficia di una promozione (da “hold” a “buy”) da parte degli analisti di Deutsche Bank, assieme a Tenaris, Ubi Banca, Bpm e UniCredit, mentre sono di poco sotto i livelli di ieri Pirelli & C., Generali, Fiat, A2A e Autogrill. Da tenere d’occhio Prelios, in salita di quasi il 5% dopo il via libera dell’assemblea di ieri ala ricapitalizzazione da 185 milioni di euro che porterà all’ingresso di Feidos (controllata dalla famiglia Caputi) nella compagine azionaria a inizio 2013, nonché a Gemina (appena sotto i livelli di ieri sera), dopo che in un’intervista al Sole 24Ore, Gianni Mion, presidente di Sintonia (holding della famiglia Benetton che possiede il 35,9% di Gemina e il 46,4% di Atlantia) ha annunciato che la mancata approvazione del contratto di programma di Adr (controllata di Gemina) entro fine anno fa venire meno i presupposti per l’avvio del relativo piano investimenti e blocca l’aggregazione tra le due società.

BTP SOLIDI, LO SPREAD COI BUND SI RIAVVICINA AL 3% – Nonostante le incertezze del quadro politico persistano, sul mercato secondario dei titoli di stato italiani gli acquisti tornano a prevalere sulle vendite anche oggi, col Btp decennale guida che vede il rendimento ridiscendere sotto il 4,44%, in calo di 1,5 punti base rispetto alla vigilia. Prova a stringere anche lo spread contro Bund, che al momento oscilla sul 3,01% (4 punti base meno della chiusura precedente).

DOLLARO E YEN IN CALO, MA L'ORO RESTA INCERTO – L’euro continua a consolidare contro le principali divise, in previsioni di ulteriori allentamenti della politica monetaria sia della Fed sia della Boj. Così stamane la divisa unica si riporta a 1,32328 sul dollaro e a 111,64 contro lo yen.  L’oro dopo il tonfo di ieri stenta a riprendersi e oscilla a 1675,60 dollari l’oncia (in recupero di poco meno di 5 dollari dai minimi), l’argento resta sui 31,74 dollari (una manciata di centesimi meglio della chiusura) mentre il petrolio risale a 108,96 dollari al barile (il Brent) ovvero a 87,96 dollari (il Wti), qualche ulteriore centesimo sopra i livelli della vigilia.

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