Adesso la Bce deve fare di più

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di Cristina Cavenaghi 21 Dicembre 2012 | 14:11

Visto il pericoloso avvicinarsi della recessione fra i 17 Paesi dell’eurozona, gli eurobond possono essere considerati una soluzione credibile?

SOLUZIONE EURO – Da mesi il presidente della Bce, Mario Draghi, sta tentando di convincere i membri della Bundestag tedesca e alcuni Stati nord europei tuttora scettici – compresa Austria e Finlandia – della validità dello schema di acquisto di titoli di Stato proposto da Francoforte. Visto il pericoloso avvicinarsi della recessione fra i 17 Paesi dell’eurozona, gli eurobond possono essere considerati una soluzione credibile? Oppure esistono strade più facilmente percorribili per raggiungere l’integrazione fiscale nell’area euro?

BCE DEVE FARE DI PIU' – Il gruppo Natixis Global Asset Management illustra qualche soluzione per gli investitori. L’impressione generale è che le difficoltà economiche dell’eurozona continueranno nel 2013. “L’effetto negativo della contrazione fiscale è maggiore rispetto all’effetto positivo derivante dalle immissioni di liquidità disposte dalla Bce. La banca centrale dovrà fare di più. È inoltre probabile che l’euro subirà un sell-off sui mercati valutari a fronte di una maggiore liquidità”. A dirlo è David Rolley, global fixed income manager di Loomis, Sayles & Company. Considerando un orizzonte temporale superiore ai due anni, i più ritengono che la Germania si troverà di fronte a un bivio: accettare di rimanere nell’unione monetaria malgrado l’euro debole e le politiche monetarie espansive, o lasciare.

EUROBOND – Secondo Olivier de Larouzière, head of euro interest rates di Natixis Global Asset Management, gli eurobond potrebbero risolvere alcuni problemi sul lungo termine, ma per ora ci sono altre soluzioni in cantiere. “Nel 2011, gli eurobond sono stati presentati da alcuni come una soluzione rapida per soddisfare le urgenti esigenze di finanziamento. Tuttavia, da allora, le istituzioni europee hanno adottato altre soluzioni per il finanziamento dei Paesi più in difficoltà: la creazione di nuove strutture – Efsf, Esm – e la politica monetaria accomodante della Bce con le operazioni Ltro e Omt.

RENDIMENTI – Quanto ai rendimenti, dopo gli ottimi risultati ottenuti negli ultimi anni, i Paesi core offrono rendimenti praticamente pari a zero. Alcuni Paesi del Sud Europa – Italia, Spagna, Portogallo e Grecia – a Natixis sembrano invece piuttosto interessanti. Tuttavia, per quanto riguarda le scadenze, la parola chiave rimane “selettività”, dato che la volatilità resterà elevata nel 2013 visti i dati economici ancora deboli, l’imprevedibilità delle decisioni politiche e la caccia ai rendimenti da parte degli investitori.

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