AllianceBernstein: bolla, se la conosci la eviti

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di Francesca Vercesi 25 Febbraio 2013 | 09:29

Un'analisi sull'high yeld con Gershon Distenfeld, gestore del fondo Global High Yield Portfolio di AllianceBernstein

È facile individuare una bolla dopo che è scoppiata. Non è altrettanto semplice individuare una bolla mentre si forma anche se in molti sono convinti che oggi si stia immettendo troppa aria nel mercato high yield. A spiegare a soldi&bluerating come va letta questa asset class è Gershon Distenfeld, gestore del fondo Global High Yield Portfolio di AllianceBernstein.

Quindi niente bolla?
In questi giorni, i prezzi dei titoli high yield sono forse un po’ troppo alti, ma non pensiamo che si stia creando una bolla. Certo, negli ultimi anni hanno generato performance straordinarie e i rendimenti si attestano sui minimi di sempre. Ma le obbligazioni high yield, come la maggior parte degli strumenti a reddito fisso, hanno un valore finale noto.

Alla scadenza del titolo gli investitori riceveranno l’intero valore nominale, a condizione che l’emittente non fallisca.
In un contesto in cui i prezzi medi delle obbligazioni high yield hanno raggiunto i massimi storici a quasi 105 dollari, occorre che gli investitori prestino attenzione alle valutazioni. Tuttavia, sanno che alla scadenza l’emittente rimborserà, quindi prevederne i rendimenti è molto più facile che prevedere quelli azionari. Il fatto di ricevere l’intero valore nominale dell’obbligazione alla sua scadenza – o anche qualcosa di più, se il bond viene rimborsato anticipatamente a un prezzo lievemente superiore – rende meno probabile che gli investitori possano subire le perdite causate dallo scoppio delle bolle finanziarie. Inoltre, gli investitori che hanno obbligazioni sopravvalutate sanno di poter subire perdite: esiste quindi un incentivo intrinseco a mantenere i prezzi entro livelli ragionevoli. Saremmo più preoccupati se le società che emettono questi bond fossero gestite con una leva aggressiva e se un loro fallimento fosse probabile. Ma non è così: oggi, i fondamentali creditizi degli emittenti high yield sono piuttosto solidi e queste società presentano bilanci e indici di indebitamento ragionevoli.

E sul futuro?
Gli asset che generano un reddito sono quotati a premio. Tuttavia, tenuto conto dell’attuale contesto di mercato, riteniamo che sarebbe ingenuo attendersi rendimenti a più di una cifra nel 2013.

Gli investitori potrebbero subire perdite?
In quasi due terzi degli anni solari dal 1990, il mercato high yield ha registrato una correzione dal picco al minimo di almeno il 5%, mentre in più di un terzo degli anni le correzioni sono state superiori al 10%. Gli investitori high yield dovrebbero essere disposti a sopportare questo tipo di volatilità, che è normale.

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