Bper sfiora l’11% di rialzo a Milano

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di Luca Spoldi 15 Marzo 2013 | 17:22

Risultati di bilancio sotto i riflettori, specie per il settore bancario. Ma a fine giornata a pesare è soprattutto l'incertezza politica che allontana le riforme strutturali di cui il paese ha bisogno

L'INCERTEZZA POLITICA SUGGERISCE PRUDENZA – Finale di settimana all’insegna di una leggera prevalenza delle prese di profitto a Piazza Affari, a fronte del perdurare dello stallo politico in Parlamento nonostante l’urgenza evidenziata anche dagli ultimi dati di dare al paese un governo in grado di fare riforme strutturali. A fine giornata l’indice Ftse Mib segna -0,43%, mentre l’indice Ftse Italia All-Share cede lo 0,45% al contrario del paniere Ftse Star che guadagna l’1,18%.

BPER VOLA, INSEGUITA DA A2A – Tra le blue chip italiane sale a razzo Bper (+10,8%), seguita a distanza da A2A (+5,84%), Banco Popolare (+4,21%), Bpm (+3,63% anche se si profila un aumento di capitale da 500 milioni per sostituire un importo analogo di Tremonti bond emessi nel luglio del 2009) e Ansaldo Sts (+2,74%). In rosso Fiat Industrial, Mediobanca e Generali (tutte sul filo del 3% di perdita), oltre a Intesa Sanpaolo ed Enel Green Power.

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