Credit Suisse aggiorna la view sull’Eurozona (e l’Italia)

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di Luca Spoldi 19 Marzo 2013 | 16:14

Gli esperti della banca svizzera aggiornano le loro previsioni sui singoli paesi membri dell'Eurozona. Per l'Italia la sfida resta la crescita, mentre sembra improbabile un immediato ritorno alle urna

EUROZONA IN RIPRESA NEL CORSO DELL'ANNO – Nella loro consueta rassegna delle prospettive macroeconomiche per i singoli paesi dell’Eurozona, gli analisti di Credit Suisse segnalano come nel complesso la crescita dovrebbe riprendere nei primi mesi del 2013 in modo incerto per poi irrobustirsi nella seconda metà dell’anno grazie all’attenuarsi di alcune delle principali determinanti della recessione del 2012, a partire dalla repressione fiscale che quest’anno e il prossimo sarà meno pressante che nell’ultimo biennio.

ATTENZIONE ALLE SPINTE ANTI-UE – Tuttavia, notano gli esperti, il crescere di partiti populisti in Grecia e in Italia (e verosimilmente a Cipro se dovesse essere introdotta come previsto una patrimoniale straordinaria in cambio degli aiuti comunitari), legato all’elevata disoccupazione, rischia a medio-lungo termine di minare le politiche pro-Ue della sponda Sud del vecchio continente. In particolare l’Italia, sottoposta alla più severa (e negativa) revisione delle stime da parte degli esperti, dovrebbe vedere qualche segnale di ripresa nel corso dell’anno, “ma i rischi verso il basso sono elevati”.

LA SFIDA PER L'ITALIA RESTA LA CRESCITA – Così se “a breve termine il focus resta sulla politica, a più lungo termine la sfida maggiore rimane la crescita”. Quanto al possibile ritorno alle urna a breve termine, gli analisti si dicono scettici, anche se i rischi di un governo fragile, in grado di promuovere solo marginali riforme pro-crescita, sono elevati. Se non altro, notano gli esperti del Credit Suisse, il deficit dovrebbe scendere dal 3% del Pil toccato nel 2012 al 2,5% a fine anno anche in assenza di ulteriori manovre fiscali, mentre il raggiungimento del pareggio di bilancio strutturale dovrebbe evitare che la Commissione Ue richieda ulteriori riforme strutturali a breve.

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