Saxo Bank: il salvataggio di Cipro cambia le regole

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di Redazione 18 Marzo 2013 | 15:08

"Una tassa del 6,5% sui soldi dei piccoli correntisti e del 9,9% sui fondi dei grandi correntisti non ha precedenti di cui mi ricordi in un paese civile e democratico". Ecco l'opinione di Lars Seier Christensen, co-fondatore e ceo di  Saxo Bank


SCIOCCANTE – "L’unico aggettivo che mi viene in mente per descrivere il pacchetto di salvataggio di Cipro è “scioccante”. Una tassa del 6,5% sui soldi dei piccoli correntisti e del 9,9% sui fondi dei grandi correntisti non ha precedenti di cui mi ricordi in un paese civile e democratico. Ma forse l’Unione Europea non è più una democrazia civilizzata?". Se lo chiede Lars Seier Christensen, co-fondatore e ceo di  Saxo Bank in merito alla recente vicenda di Cipro.

RISCHIOSO PRECEDENTE – Le conseguenze sono imprevedibili, ma stiamo chiaramente assistendo ad un cambio di paradigma. "Se si può fare una volta, si può fare anche la seconda. Se si può confiscare il 10% dei soldi dei clienti di una banca, si può arrivare fino al 25, al 50 o addirittura al 100%. Credo che adesso vedremo la situazione peggiorare sempre di più, perché i politici faranno qualsiasi cosa pur di mantenere l’Euro in vita", ha aggiunto il numero uon della banca danese.

FUORIUSCITA DI CAPITALI – "I correntisti di altri paesi in prospettiva di salvataggio dovrebbero essere terrorizzati – è ancora sicuro tenere i propri soldi nelle banche italiane, spagnole o greche? Non saprei. È prudente rischiare? Decidete voi. Temo che questo porterà ad una forte fuoriuscita di capitali dai Paesi deboli dell’Eurozona, proprio l’ultima cosa di cui hanno bisogno ora. E anche dall’intera Ue, credo, dal momento che l’unione bancaria è già presente in moltissimi paesi".

REAZIONE DEI MERCATI – Per quanto riguarda la reazione dei mercati, secondo Lars Seier Christensen, "di sicuro sarà molto positiva per l’oro – e per i paesi safe-haven con la Svizzera e Singapore, così come per i paesi non-Euro più in salute, come quelli scandinavi. Credo che l’euro sarà danneggiato da una crescente mancanza di fiducia una volta che i risvolti saranno chiari agli investitori", ha concluso Christensen.

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