La Bce dà un ultimatum a Nicosia, ma che farà la Russia?

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di Luca Spoldi 21 Marzo 2013 | 11:43

Se non si troverà un accordo, dopo il 25 marzo la Bce bloccherà l'accesso ai fondi di emergenza da parte delle banche cipriote. Per Morgan Stanley ora il pallino va a Mosca


DRAGHI, VIA AL CONTO ALLA ROVESCIA – La Banca centrale europea ha dato tempo fino a lunedì 25 marzo a Nicosia per trovare un’intesa riguardo al piano di salvataggio Ue-Fmi, dopo di che bloccherà l’accesso delle banche cipriote al fondo di Emergency liquidity assistance (Ela). La decisione, comunicata stamane dall'Eurotower, aumenta la pressione sul governo di Nicosia perché proponga un’alternativa alla respinta imposizione patrimoniale straordinaria su conti correnti e depositi bancari, con la quale avrebbe dovuto raccogliere 5,8 miliardi di euro garantendosi 10 miliardi di aiuti Ue (e un miliardo di aiuti Fmi).

MORGAN STANLEY: IL PALLINO PASSA A MOSCA – Secondo gli analisti di Morgan Stanley ora il pallino è nelle mani della Russia, che potrebbe decidere di subentrare a Bruxelles ed erogare la somma necessaria, anche se occorrerà evitare che si tratti esclusivamente di un prestito, dato che farebbe esplodere i coefficienti di deficit/Pil e debito/Pil, cosa che potrebbe ugualmente bloccare l’intervento dell’Fmi (e forse della Ue).

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