FonSai, le svalutazioni mandano in rosso anche il 2012

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di Redazione 21 Marzo 2013 | 11:00

La compagnia ha archiviato l’esercizio con una perdita netta di 799,6 milioni di euro dal rosso di circa 1 miliardo dell'anno precedente.


PERDITA NETTA DI 780 MILIONI – Le maxisvalutazioni per 742 milioni di euro pesano sui conti di Fondiaria Sai, che ha chiuso il 2012 con una perdita netta di 799,6 milioni di euro (da una perdita di circa un miliardo dell'anno precedente). In particolare, a frenare il risultato netto sono stati 188 milioni relativi a investimenti Afs ovvero catalogati come disponibili alla vendita, 294 milioni relativi a svalutazioni sugli investimenti immobiliari e 260 milioni relativi all’avviamento.

RACCOLTA PREMI – La raccolta premi netti è scesa del 5%, ma con un segnale di ripresa nell’ultimo trimestre (nei primi nove mesi era scesa del 12%). La raccolta nel settore Danni è scesa del 9%, nel Vita del 4%. Debole il margine di solvibilità, pari al 109,5% a fronte del 120% richiesto dall’Ivass, l'autorità del settore.

PARLANO GLI ANALISTI – "La perdita netta è superiore alle nostre stime", hanno osservato gli analisti di Intermonte. Buono l’andamento operativo del settore Danni che, al netto dell’adeguamento delle riserve di 808 milioni (dagli attesi 650) avrebbe registrato un combined ratio intorno al 94%, mentre preoccupa il dato sul solvency a 109,5%, che spetterà al management di Unipol ripianare in sede di fusione e che getta ombre sulla possibilità di pagare dividendi quest’anno”. Confermato il giudizio di medio-lungo periodo “interessante”, con un prezzo obiettivo di 1,65 euro.

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