Dal mattone inglese agli affitti spagnoli: il panorama dell’immobiliare estero

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di Redazione 27 Marzo 2013 | 15:17

Secondo gli ultimi rilevanti de settore, il numero delle compravendite continua a scendere. L’Imu colpisce i risparmi delle famiglie italiane e i mutui sono sempre più un miraggio. E all’estero?


LA SITUAZIONE ITALIANA – Il mercato immobiliare italiano sta attraversando tempi duri. Il numero delle compravendite continua a scendere, i tempi necessari a concludere le trattative si allungano e aumenta il ricorso agli affitti mentre l’offerta, forse anche in virtù dell’Imu e delle nuove imposte legate agli immobili, aumenta in percentuali a doppia cifra. Per non parlare del credito bancario, al quale è sempre più difficile accedere. Ma la situazione in alcuni casi non va meglio per gli altri Paesi. Immobiliare.it ha tracciato una breve panoramica dei principali fenomeni in corso in alcuni dei piùimportanti mercati immobiliari stranieri.

IL MATTONE INGLESE – Dopo una gravissima crisi che ha attraversato anche il Regno Unito, grazie ad un’iniziativa del Governo Cameron legata alle facilitazioni per le banche in cambio della concessione da parte loro di mutui per l’acquisto della prima casa, il mercato è ripartito chiudendo il 2012 con numeri positivi. Il provvedimento Help to buy consentirà ai cittadini di ottenere prestiti fino ad un importo massimo di 140mila euro senza alcun interesse. Le vecchie leggi dell’economia, però, non fanno eccezione neanche a Londra e una maggiore domanda, in assenza di un’altrettanto aumentata offerta, produce un incremento dei prezzi, per ora contenuto (+0,3% nella nazione e +0,7% nella sola Londra), ma comunque il più alto registrato nell’ultimo triennio.

IL MERCATO USA – Anche il mercato immobiliare degli Stati Uniti d’America sta finalmente tornando a crescere e questa, dato che proprio negli Usa ha avuto origine la bolla immobiliare a causa dei mutui subprime, è un’ottima notizia per tutti. Era dal 2009 che non si registravano crescite di questo tipo nella nazione e, complice anche l’inaugurazione di tanti cantieri, a fine 2013 le compravendite concluse con successo potrebbero arrivare ad essere 4,98 milioni, equivalenti ad un incremento superiore all’ 1% rispetto alle stime pubblicate nel mese di gennaio. Una maggiore occupazione ha facilitato i cittadini ad accedere al mercato del credito bancario.

INVESTIMENTI RUSSI – Se c’è un mercato che più di ogni altro si sta trasformando è quello spagnolo, anche in virtù di iniziative che hanno cercato di attirare compratori, si assiste ad alcuni timidi segnali di ripresa. Non va dimenticato il provvedimento per cui viene concessa la cittadinanza a chi investe in un immobile spagnolo almeno 160mila euro. Il Governo guidato da Rajoy aveva esplicitamente detto di volere attirare con questo provvedimento gli acquirenti russi e, a quanto pare, è riuscito nell’intento. Nello 2012 il numero di immobili di altissima gamma e difficilmente avvicinabili da acquirenti spagnoli venduti a cittadini russi è aumentato del 50%.

AFFITTI SPAGNOLI – Ma cosa accade agli spagnoli normali? Fino a non troppo tempo fa quasi tutti erano proprietari dell’immobile in cui vivevano, oggi non è più così. Non solo il ricorso all’affitto è aumentato a dismisura, ma il 2012 ha fatto registrare anche il record di sfratti con un aumento del 16,7% rispetto all’anno precedente; numero che, meglio di molti altri indicatori, evidenzia come il problema sia ormai di tipo sociale e di gravità inaudita.

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