Morgan Stanley: cosa potrebbe andare storto a Nicosia?

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di Luca Spoldi 26 Marzo 2013 | 11:59

Gli analisti di Morgan Stanley hanno provato a chiedersi quali rischi a breve e medio termine potrebbero ancora correre Cipro e l'Unione europea, notando altresì alcuni passi in avanti


I PRO E I CONTRO DELLA SOLUZIONE PER CIPRO – Cosa potrebbe ancora andare male nella crisi cipriota? Se lo sono chiesti anche gli analisti di Morgan Stanley che in un report notano come dopo l’haircut obbligatorio dei depositi oltre i 100mila euro, una strategia che “mira a spezzare il legame tra il sovrano e il sistema bancario”, non essendo previste iniezioni di capitale aggiuntivo nel sistema bancario, vi siano quanto meno timori a breve termine di un avvitamento dell’economia cipriota in una recessione stile Grecia. 

SECONDO INTERVENTO – Il rischoè che le attuazione delle misure concordate potrebbero imporre un secondo intervento nei mesi o anni a venire. A medio termine, invece, il precedente di aver imposto un haircut ai depositi bancari potrebbe ingenerare i timori di un’adozione generalizzata di questa procedura ad altri paesi della Ue, con tutte le conseguenze che questo potrebbe significare.

PASSI IN AVANTI RISPETTO AL CASO GRECIA – “Tuttavia, riconosciamo che i mercati sembrano più resistenti che durante la crisi greca, dato il supporto della Bce, le condizioni accomodanti di finanziamento a livello mondiale, un certo riequilibrio dei paesi europei periferici e il fatto che Cipro sembra meno sistemica e interconnessa dalla Grecia”. La soluzione potrebbe insomma essere migliore di altre adottate finora, anche se “Cipro di fatto non è più un membro a pieno titolo della zona euro, anche se rimane formalmente all’interno dell’unione monetaria”.

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