Cipro, riaprono le banche ma la Borsa resta chiusa. Il Paese ora rischia una crisi immobiliare

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di Daniel Settembre 28 Marzo 2013 | 15:41

Ci saranno però alcune restrizioni: sarà infatti vietato l'uso di assegni e il prelievo massimo al bancomat sarà fissato a 300 euro al giorno. Le carte di credito potranno essere usate senza limitazioni solo sull’isola


BANCHE RIAPERTE – Come previsto, alle ore 11 di stamattina hanno riaperto le banche di Cipro, chiuse da 12 giorni, un tempo record. Al centro di Nicosia, come riportano le agenzia di stampa, si sono formate file di circa una dozzina di persone fuori dall'ingresso delle due principali banche, la Bank of Cyprus e la Laiki Bank. E per la prima volta nella storia di questo Paese mediterraneo, si possono vedere delle guardie armate poste davanti alle succursali di alcune banche. Quanto alla Borsa di Cipro, anche oggi non ci saranno contrattazioni.

LIMITAZIONI – Per almeno sette giorni i flussi di capitale e le operazioni bancarie subiranno forti restrizioni per evitare la fuga di capitali. Nell'isola sarà infatti vietato l'uso di assegni e il prelievo massimo al bancomat sarà fissato a 300 euro al giorno. Le carte di credito potranno essere usate senza limitazioni a Cipro, mentre all'estero non si potranno spendere più di 5mila euro. Il ritorno alla normalità quindi è ancora lontano, nonostante le misure e le restrizioni all’operatività delle banche saranno temporanee e sulle quali la Ue vigilerà.

SETTORE IMMOBILIARE – Non solo le banche. I ciprioti temono infatti che la crisi possa colpire anche il mercato immobiliare, come scrive il magazine del real estate Il Ghirlandaio. Nell’attesa che il quadro si chiarisca, le perizie sugli immobili per istituti di credito, gruppi finanziari o singoli privati sono state sospese. Il rischio è che gli uomini d’affari russi lascino in volata il Paese per evitare nuove imposte sui propri patrimoni. Secondo l'imprenditore edile russo Konstantin Popov, ad esempio, i prezzi sull'isola scenderanno molto presto del 25-30%. Una stima arriva anche dal Moscow Times che ha calcolato che i magnati russi perderanno dalla crisi immobiliare cipriota qualcosa come tre miliardi di dollari.

FUGA DI CAPITALI – Ma intanto, come sottolinea La Repubblica, “a riempire le valigette di contanti e ritirarli dall'isola mediterranea sono stati i cittadini dell'Eurozona, che hanno portato via un terzo dei loro depositi nel solo mese di febbraio. Il dato emerge dalle tabelle dell’ultima pubblicazione della Banca centrale di Nicosia (basata sui dati di febbraio) da cui emerge inoltre che da inizio anno 2,7 miliardi di euro se ne sono andati dalle banche di Cipro. E tra tutti i movimenti, quindi, quelli dell’area euro sono calati del 32,9%. Nel giro di un mese, insomma, si è passati da 4,75 a 3,9 miliardi custoditi nelle banche dell’isola, quasi tutti riconducibili alla categoria dei privati. Mentre si aspetta il più interessante dato di marzo 2013.

VERSO ALTRI LIDI (OFFSHORE) – Capitali che, ben lungi dal rientrare in un circuito regolamentato, cercano altri paradisi fiscali. Dove? Il Fatto Quotidiano ha la risposta: non serve andare troppo lontano. Paesi con regimi fiscali agevolati e più flerssibili si possono trovare anche in Europa: è il caso del Lussemburgo o di Malta. E i dati lo testimoniano: se si guarda al Granducato del Lussemburgo, il sistema bancario è infatti sovradimensionato rispetto all’economia locale: 227 miliardi di depositi bancari per un Pil di appena 44. Siamo a un rapporto del 517%.

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