Milano parte in ribasso, male Mediolanum e Telecom Italia

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di Luca Spoldi 3 Aprile 2013 | 07:34

Sull'ex monopolista telefonico italiano pesa la bocciatura da parte di Ubs, sull'azienda di Ennio Doris la richiesta di 334 milioni tra imposte e sanzioni avanzata dall'Agenzia delle Entrate


MILANO TORNA A SCENDERE – Dopo il rimbalzo “a sorpresa” di ieri Piazza Affari torna a perdere terreno per lo scattare di nuove prese di profitto, al montare delle polemiche anche attorno alla decisione del presidente Giorgio Napolitano di insediare due commissioni di “saggi” per capire se vi sia spazio per dare vita a un governo di scopo nelle prossime settimane o se si dovrà andare nuovamente a votare in tempi ravvicinati, superata l’elezione del nuovo capo dello stato. Dopo una decina di minuti di lavoro l’indice Ftse Mib cede lo 0,61%, l’indice Ftse Italia All-Share segna -0,56% e l’Ftse Italia Star oscilla a +0,18%.

UBS BOCCIA TELECOM ITALIA, IL FISCO BATTE CASSA A MEDIOLANUM – Tra le blue chip è subito pesante Telecom Italia, (-2% dopo aver brevemente superato i 5 punti di perdita) a causa del taglio della raccomandazione di Ubs da “buy” (acquistare) a “sell (vendere), con target price ridotto da 1 a 0,45 euro per azione. Male anche Mediolanum (-1,8%) dopo che l’Agenzia delle Entrate ha chiesto fra imposte e sanzioni 344 milioni di euro complessivi a seguito di un accertamento fiscale, oltre a Saipem e Stm, che cedono circa un punto a testa. Tra i titoli in rialzo si fa vedere Fiat (+2%) dopo i dati sulle immatricolazioni in Italia (e di Chrysler negli Usa) di marzo, migliori delle attese, con titoli del lusso come Luxottica e Tod’s ancora ben comprati.

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