Per gli analisti di Beremberg i titoli Intesa e UniCredit sono da vendere

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di Redazione 9 Aprile 2013 | 08:29

La banca d’affari ha tagliato la raccomandazione sui titoli dei due istituti da hold a sell, con target price sceso rispettivamente da 1,1 a 1 euro e da 4,5 a 2,5 euro


INTESA E UNICREDIT SONO SELL – Per le banche italiane non c'è "nessuna primavera in vista". Ne sono convinti gli analisti della banca d’affari Berenberg, che hanno tagliato la raccomandazione su Intesa Sanpaolo e UniCredit da hold a sell, con target price sceso rispettivamente da 1,1 a 1 euro e da 4,5 a 2,5 euro.

I MOTIVI DEL DOWNGRADE – "Abbiamo abbassato i rating per riflettere le perdite su crediti superiori alle attese, per via di una recessione maggiore del previsto in Italia in un contesto di stallo politico e deboli dati sull'attività economica”, hanno spiegato gli esperti. Che si attendono tra l’altro “un ulteriore indebolimento della capacità di generare utili" delle due banche "alla luce della pressione sul net interest income e un possibile spostamento dei capitali dai Paesi periferici ai Paesi core come diretta conseguenza del bail-in delle banche cipriote".

IL PESO DELLO SPREAD – Nello specifico, hanno scritto gli esperti, Intesa Sanpaolo è più esposta all'Italia e ha maggiori rischi politici, perciò "ci aspettiamo che il premio al rischio aumenti se e quando le nuove elezioni saranno annunciate. Di solito siamo più cauti sugli istituti più grandi rispetto a quelli più piccoli visto che hanno ritorni più bassi e meno stabili". Inoltre, continuano da Berenberg, le opportunità per un ulteriore consolidamento possono giustificare un premio di trading per le più piccole. Comunque la capacià di generare utili per tutte le banche italiane è influenzata negativamente dall'andamento dello spread.

IL CONFRONTO CON I COMPETITOR EUROPEI – "Saremo buy su Intesa Sanpaolo e UniCredit se e quando saranno riviste le previsioni del consenso, quando l'Italia avrà un Governo favorevole all'euro e alle riforme e quando ci saranno segnali di miglioramento della qualità del loro attivo. Fino a quel momento ci aspettiamo che le banche italiane avranno una performance peggiore rispetto ai competitor" europei, hanno aggiunto gli analisti.

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