Investire in Btp: ecco come scegliere tra cedola fissa o legata all’inflazione

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di Daniel Settembre 9 Aprile 2013 | 11:21

Il piccolo risparmiatore ha a disposizione tre tipologie di strumenti: Btp a tasso fisso, Btp inflation linked e il Btp Italia. La scelta tra i vari titoli di Stato dipende dalla diversa strategia dell'investitore

LA SCELTA TRA CEDOLE – A circa una settimana dalla nuova emissione del Btp Italia, che il Tesoro ha fissato dal 15 al 18 aprile, in una situazione politica ed economica ancora incerta per il nostro Paese, diventa fondamentale la scelta accurata dell'investimento. La questione essenzialmente ruota attono alla scelta tra la cedola fissa che non tiene conto dell’inflazione e un titolo di Stato agganciato all’andamento dell’indice dei prezzi al consumo europeo e italiano. Della prima categoria fa parte il Btp a tasso fisso, mentre alla seconda si possono ascrivere il Btp inflation linked e il Btp Italia. Il piccolo risparmiatore ha, insomma, a disposizione tre tipologie di strumenti.

IL BTP ITALIA – Il Btp Italia può essere sottoscritto per un taglio minimo di mille euro e per farlo basta recarsi presso la filiale di una banca o presso l’ufficio postale dove si detiene un conto titoli. Si potrà acquistare direttamente online sfruttando le funzioni di home banking, basta aver prima attivato le funzioni di trading. Il Btp Italia garantisce un rendimento minimo, grazie alla corresponsione di cedole semestrali, che vengono calcolate sul capitale investito e rivalutato sulla base dell’indice Foi, ossia dell’inflazione Istat depurata dalla componente tabacchi per famiglie di operai e impiegati.

PREMIO FEDELTA’ E COMMISSIONI – All’investitore che terrà il titolo fino a scadenza, il Btp Italia garantisce il premio fedeltà del 4 per mille sul capitale investito. Il tasso minimo garantito sarà comunicato dal Tesoro il giorno precedente all’inizio del collocamento (il 14 aprile), che potrebbe variare solo in aumento alla fine dello stesso. L’emissione avverrà alla pari e sul rendimento si pagherà l’imposta del 12,5%, anzichè del 20% come per i redditi da capitale diversi dai titoli di stato. Non saranno applicate nemmeno le commissioni bancarie, solo però con un acquisto in fase di collocamento.

L’INFLAZIONE – Se si vuole investire con titoli di Stato legati all’inflazione bisogna tenere presente che la sfida riguarda le stime future dei prezzi al consumo. Dipende insomma dal livello di inflazione incorporato al titolo: con un Btp inflation linked, spiega il sito di Trend Online, che incorpora una stima dell’inflazione dell’1,3% (più bassa di quella attuale, 1,8%). Ipotizzando una duration media di 3,5 anni, il Btp triennale con un rendimento superiore al 3,2% non potrebbe essere battuto. Ma se l’inflazione dovesse, invece, rialzare la testa, finendo per salire sopra il 2,5% (ipotizzando per semplicità sia l’inflazione europea che quella italiana allineate), allora i prodotti legati all’inflazione potrebbero balzare fino a un picco del 4,68%.

I CONSIGLI SUL BTP ITALIA – Il Btp Italia invece è legato all’inflazione italiana, che a febbraio è scesa all’1,9%. Tra gli esperti che consigliano l’acquisto del Btp Italia c’è anche Goldman Sachs. I motivi? Convenienza e premio fedeltà. Da tenere conto però che un tale investimento mal si adatta a una strategia a breve termine. Chi, per esempio, vuole puntare su un rapido calo dei tassi di interesse italiani e un conseguente apprezzamento del valore di mercato del titolo.

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