Carreri (Anima sgr): l’anno è iniziato con il piede giusto

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di Maria Paulucci 12 Aprile 2013 | 09:02

Secondo l'a.d., per stare sul mercato oggi servono risorse importanti e dimensioni maggiori rispetto al passato, dal momento che l'industria è più competitiva e complessa


"Il 2013 è iniziato con un’intonazione positiva per quanto riguarda la raccolta, dopo un 2012 che ha portato le masse in gestione a superare i 40 miliardi di euro". Questa la sintesi di Marco Carreri, amministratore delegato di Anima sgr.

Che cosa ha convinto di più gli investitori? Quale categoria di prodotto, in particolare?
Incontrano in particolare il favore dei professionisti del risparmio e degli investitori i fondi flessibili e a scadenza.

Voi a febbraio avete presentato la terza edizione dell’Osservatorio Anima-Eurisko sul risparmio delle famiglie italiane. In generale, dal vostro punto di vista, quali segnali stanno arrivando dal mercato?
A causa della crisi degli ultimi anni sui mercati finanziari, i risparmiatori italiani sono andati sempre più alla ricerca di prodotti in grado di proteggere il capitale investito e di assicurare la distribuzione di un flusso cedolare a integrazione del reddito. Anima ha risposto a questa esigenza con nuove soluzioni, tra cui i fondi obbligazionari a scadenza della famiglia Traguardo, che hanno registrato ottimi risultati sia dal punto di vista commerciale sia a livello di performance.

Lo chiediamo anche a voi: quali saranno le principali sfide e i cambiamenti che l’industria del risparmio dovrà affrontare nei prossimi mesi?
L’industria europea del risparmio gestito sta diventando sempre più competitiva e complessa dal punto di vista normativo e di organizzazione. Pertanto, per stare sul mercato, occorrono risorse importanti e quindi dimensioni maggiori rispetto al passato.

Dal voto di fine febbraio, la politica italiana è bloccata in una fase di stallo che genera a tutti i livelli un grande senso di incertezza. Qual è la vostra visione? E quanto siete preoccupati?
Le elezioni italiane e la crisi di Cipro hanno introdotto nel medio periodo qualche incertezza in più. Tuttavia, seppure con maggiore cautela, continuiamo a essere positivi sui titoli di Stato italiani.

Per quale motivo?
Noi li riteniamo, esattamente come i governativi della Spagna, ancora interessanti sotto il profilo del rapporto tra rischio e rendimento.

In generale, voi oggi come vedete l’Italia nella cornice della crisi europea? Quale idea vi siete fatti, anche alla luce dei dati macroeconomici più recenti e dell’austerità dell’ultimo anno?
Nel 2013 in Europa era previsto un lento recupero della crescita, ma gli eventi già ricordati ritarderanno questa fase di stabilizzazione. Anche l’Italia, pertanto, ne risentirà.

Ne consegue che i margini per essere positivi sono strettissimi. È così?
Va tuttavia detto che nell’ultimo anno l’Italia ha fatto dei grandi passi avanti sul fronte del riordino dei conti pubblici e ha cominciato il lungo cammino delle riforme che adesso il futuro governo avrà il dovere di portare avanti.

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