Consigli per investire, anche i più grandi esperti possono prendere una cantonata

A
A
A
di Maria Paulucci 8 Maggio 2013 | 08:36

In occasione della nuova conferenza sugli hedge fund a New York, il Financial Times fa le pulci ai suggerimenti che i guru diedero lo scorso anno


PREVISIONI DI CARTA – Quanto valgono le previsioni e i consigli dei guru di Wall Street? Se lo chiede il Financial Times oggi. E non è un caso, dal momento che a New York si tiene la conferenza Ira Sohn Investment, che riunisce al Lincoln Center i protagonisti della comunità degli hedge fund (detti anche fondi speculativi) per condividere le analisi sul mercato. Secondo il quotidiano della piazza finanziaria londinese, le loro indicazioni possono rivelarsi meno "profetiche" di quanto i loro “fan” credano. La prova? Sempre per il giornale, tutti gli investitori che hanno acquistato sulla base dei consigli di alcuni dei più celebri gestori di hedge fund presenti lo scorso anno alla conferenza newyorkese hanno mancato l’obiettivo di battere il mercato.

IL GESTORE È NUDO – L’analisi dei loro consigli mostra infatti risultati contrastanti. Un investitore che avesse seguito tutte le idee di investimento dei 12 relatori presenti alla conferenza dell'anno passato avrebbe portato a casa un rendimento del 19%, meno del 22% di guadagno che si sarebbe ottenuto con un fondo passivo legato al mercato azionario statunitense. Non passano l’esame molti manager di alto profilo – tra cui David Einhorn di Greenlight Capital e Bill Ackman di Pershing Square – che appariranno alla conferenza di oggi.

I GRANDI ASSENTI – I due migliori performer sono stati i meno noti Larry Robbins di Grenview Capital e Philippe Laffont di Coatue Management, nessuno dei quali c’è quest'anno. Ma – sorpresa – chi avesse seguito la ricetta del primo ora vanterebbe un bel +60%. In sostanza, ha sostenuto che le azioni dell’healthcare erano a buon mercato, prima della decisione della Corte Suprema sulla costituzionalità della legge del presidente Barack Obama dedicata al settore. Al contrario, secondo il gestore è da vendere Itc, una società energetica.

CHI HA VINTO E CHI HA PERSO – Laffont, dal canto suo, ha centrato l’obiettivo selezionando Equinix, un centro dati di business, e la britannica Virgin Media, che a febbraio ha accettato di essere comprata da Liberty Global per 23,3 miliardi di dollari. I due sono saliti di quasi l’80% in media. La presentazione di Ackman, intitolata “Pensare in grande”, era incentrata sulla catena di grandi magazzini Jc Penney. Peccato che intanto l’azione ha perso il 37%. Infine, Einhorn, fondatore di Greenlight, propose per esempio la vendita di yen contro il dollaro e l'acquisto di società giapponesi di social networking, idee che tutto sommato hanno funzionato bene. Ma gli investitori che avessero risposto al suo appello a vendere le azioni di Martin Marietta Materials, un gruppo di costruzioni sostenuto dalla politica di stimolo all’economia del governo, avrebbero perso il 66% del loro denaro. Apple, azione favorita, è scesa invece del 16%. In media, le sue migliori idee avrebbero consegnato all’investitore un rialzo di appena lo 0,7%.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo
NEWSLETTER
Iscriviti
X