ClearBridge (Legg Mason): è l’età dell’oro per i dividendi negli Usa

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di Redazione 8 Maggio 2013 | 07:43

Il manager Hersh Cohen: ricerchiamo società in grado di ottimizzare la combinazione di crescita e reddito corrente.

LA STAGIONE DEI DIVIDENDI – È l’età dell’oro per i dividendi statunitensi, che quest’anno mostrano incrementi già superiori anche alle previsioni più ottimistiche. Lo sostiene ClearBridge Investments, società affiliata di Legg Mason. Hersh Cohen, co-chief investment officer presso la società, afferma che pur non aspettandosi il proseguimento del trend al ritmo osservato dall’inizio dell’anno, la sua azienda resta positiva sulle prospettive per gli utili e il dividendo di lungo periodo delle sue partecipazioni in portafoglio.

CHE COSA SCEGLIERE – "Ci concentriamo sulle società che mostrano modelli di business superiori agli altri, caratterizzate da bilanci di alta qualità e da una posizione predominante nell’industria di appartenenza", sottolinea Cohen. "Prediligiamo le aziende che producono beni di consumo di cui la gente ha bisogno o che desidera acquistare, che tendono a consumarsi e quindi devono essere regolarmente sostituiti. In secondo luogo, cerchiamo società con ingenti flussi di cassa disponibili, utilizzati per generare crescita sostenibile e premiare gli azionisti. Siamo del parere che, fino ad ora, le ragioni per detenere società in grado di distribuire dividendi in rialzo siano state ampiamente dimostrate, in questo 2013”.

NO ALLA RICERCA SPASMODICA – Per il futuro, Cohen afferma che le società in grado di distribuire dividendi più alti dovrebbero anche beneficiare di un aumento delle valorizzazioni, ma contro la ricerca spasmodica di rendimento avverte: “Gli strumenti che offrono maggiori guadagni comportano inevitabilmente anche l’assunzione di rischi più alti. Nel momento in cui si acquistano dei titoli, la motivazione non può essere attribuita solo ai dividendi. Anche la crescita è una componente essenziale. Quando gli investitori pongono eccessiva attenzione al rendimento corrente e acquistano i titoli caratterizzati dal reddito più corposo, ignorano il fatto che il vero vantaggio dei dividendi nel corso del tempo consiste nella capacità di aumentare proprio in quanto parte integrante della crescita di lungo periodo di un’azienda”.

I SETTORI CHE SPICCANO – Secondo Cohen alcuni settori spiccano rispetto ad altri. “Ricerchiamo società in grado di ottimizzare la combinazione di crescita e reddito corrente. Sia che si tratti di beni al consumo non ciclici, di tecnologia o di settori industriali diversificati di alta qualità, probabilmente riusciremo a trovare investimenti molto interessanti e non sopravvalutati”. Cohen ritiene inoltre eccessivi i timori riguardo alle recenti modifiche della tassazione fiscale sui dividendi. “In prospettiva storica, i tassi marginali hanno subito variazioni significative nel corso degli anni passando dal 90% al 28%”, aggiunge. “Ma le società hanno continuato a incrementare i propri dividendi anche in questi periodi. Alcune, come Procter and Gamble, stanno aumentando la distribuzione da decenni. Il punto è che le aziende staccano le cedole per ragioni che vanno ben oltre le politiche fiscali del momento”.

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