Obbligazioni, è braccio di ferro tra gli Stati e le imprese

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di Redazione 13 Maggio 2013 | 15:18

Due gestori di M&G si chiedono quale potrebbe essere l'effetto della globalizzazione sulle valutazioni delle obbligazioni corporate.


LA GUERRA DEI RENDIMENTI – In periodi di forte tensione, il fatto che alcune obbligazioni societarie offrano rendimenti inferiori a quelli del debito sovrano dei rispettivi Paesi esprime una reazione perfettamente razionale del mercato, come dimostrano gli eventi europei degli ultimi anni. "Di conseguenza, un investimento in titoli di Stato richiede la stessa attenzione che riserviamo da sempre alle emissioni corporate". A scriverlo sono Richard Woolnough, gestore di fondi M&G, e Gordon Harding, investment specialist.

BRACCIO DI FERRO TRA STATI E IMPRESE – "Nell’attuale contesto", prosegue il report, "occorre analizzare le obbligazioni governative con la consapevolezza che questi strumenti comportano anche un rischio di credito e non soltanto un rischio di duration, come in passato. Il processo di globalizzazione sembra ridurre il potere dello Stato e aumentare quello delle imprese. Nel lungo termine, ciò potrebbe imprimere una spinta significativa all’evoluzione del rapporto fra i rendimenti delle obbligazioni governative e non governative".

CAMBIANO GLI EQUILIBRI – Pur avendo registrato una contrazione significativa rispetto ai livelli estremi di inizio 2009, gli spread del credito rimangono elevati. Se la globalizzazione proseguirà, come molti prevedono, gli equilibri fra Stato e imprese potrebbero modificarsi ulteriormente. "È possibile", concludono i due gestori, "che un maggior numero di emittenti societari possa potenzialmente offrire rendimenti inferiori a quelli del debito sovrano. Se ciò accadesse, gli spread sulle obbligazioni societarie investment grade potrebbero contrarsi fino a livelli perfino inferiori a quelli precedenti alla crisi".

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