Non deludono i conti di Intesa Sanpaolo

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di Luca Spoldi 14 Maggio 2013 | 13:03

Accantonamenti superiori alle attese nel primo trimestre dell'anno, ma l'utile netto è comunque migliore delle previsioni di consensus


CONTI IN ORDINE NONOSTANTE UNA PRUDENZA OLTRE LE ATTESE Intesa Sanpaolo in rialzo a Piazza Affari, dove il titolo oscilla appena sotto gli 1,4 euro per azione dopo una trimestrale che è apparsa migliore delle attese, chiusa con un utile netto di 306 milioni di euro (consensus: 270 milioni) che si traduce in un utile netto normalizzato di 392 milioni, il più elevato degli ultimi quattro trimestri e in un risultato della gestione operativa di 2.023 milioni (-22,4% rispetto ai 2.606 milioni del primo trimestre 2012, -7,9% rispetto ai 2.197 milioni del trimestre precedente). Il tutto nonostante accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 1.260 milioni di euro, rispetto ai 1.707 milioni del quarto trimestre 2012 e ai 1.069 milioni del primo trimestre 2012, apparsi superiori alle attese (rettifiche nette su crediti sono state pari, in particolare, a 1.166 milioni, rispetto ai 1.461 milioni del quarto trimestre 2012 e ai 973 milioni del primo trimestre 2012).

CREDITI FRENANO PIU' DI DEPOSITI, COEFFICIENTI PATRIMONIALI STABILI – Al 31 marzo 2013 i crediti verso la clientela sono pari a 372 miliardi di euro, in flessione dell’1,3% rispetto al 31 dicembre 2012 e dell’1,8% rispetto al 31 marzo 2012 e di questi i crediti deteriorati (in sofferenza, incagliati, ristrutturati e scaduti/sconfinanti) ammontano, al netto delle rettifiche di valore, a 28.972 milioni di euro (+ 1,8% rispetto ai 28.472 milioni del 31 dicembre 2012), mentre le attività finanziarie della clientela sono pari a 793 miliardi di euro (-0,2% rispetto al 31 dicembre 2012 ma +0,7% rispetto al 31 marzo 2012). Infine i coefficienti patrimoniali (secondo Basilea 2) sono pari all’11,3% per il Core Tier 1 ratio (11,2% al 31 dicembre 2012), al 12,1% per il Tier 1 ratio  (12,1% a fine 2012) e al 13,6% per il coefficiente patrimoniale totale (13,6% a fine 2012). Considerando il nuovo regime gli stessi coefficienti risulterebbero rispettivamente pari al 10,7%, 11,6% e 13,6%. Le informazioni attualmente disponibili “portano a una stima del common equity ratio pro-forma del gruppo secondo Basilea 3 a regime pari al 10,7%”, precisa una nota.

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