Per Letta la lotta alla disoccupazione deve essere europea, ma Francia e Germania frenano

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di Luca Spoldi 23 Maggio 2013 | 09:25

Solo il 28 maggio si saprà di più sul piano per il "New Deal per l'Europa" elaborato da Parigi e Berlino. Fino ad allora di risorse per far ripartire l'economia europea non se ne vedranno molte


AUSTERITY ALLE SPALLE – Nonostante la prosopopea con cui buona parte della stampa italiana accoglie oggi i risultati dell’eurovertice di ieri, la Ue sembra aver effettivamente rinunciato a un eccesso di austerità, ma non essere ancora pronta ad adottare misure concrete per stimolare la crescita. Dopo sei trimestri consecutivi di recessione l’austerity fortemente voluta dalla Germania è così accantonata, ma per provare almeno a ridurre la disoccupazione giovanile (ormai arrivata al 24% nell’area) vi sono solo 6 miliardi di euro in tutto da spendere attraverso un piano di iniziative a sette anni tra tutti i 27 paesi dell’Unione.

NEW DEAL PER L'EUROPA – Mentre ancora il focus principale resta sulla lotta all’evasione e ai paradisi fiscali, il premier italiano Enrico Letta chiede di “combattere una battaglia italiana ed europea contro la disoccupazione, in particolare contro la disoccupazione giovanlie”, ma fino al 28 maggio quando Francia e Germania renderanno noto il proprio piano per un “New Deal per l’Europa” che dovrebbe prevedere un utilizzo della Bei per promuovere programmi di formazione e finanziamenti alle Pmi europee, nulla sembra in concreto destinato a muoversi.

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