Cerchi un lavoro? Adecco consiglia: non limitarti ai social network

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di Maria Paulucci 24 Maggio 2013 | 08:26

Meglio mettere LinkedIn al primo posto e non trascurare i canali “non social”, come i siti web specializzati, le agenzie per il lavoro e i centri per l’impiego


MEGLIO FUORI DAI SOCIAL – I social network rendono più efficace la rete di relazioni di chi cerca lavoro? Insomma. È questa la sensazione che si ricava dalla ricerca del gruppo Adecco su "social recruiting e digital reputation" (tradotto, reclutamento tramite i social network e reputazione digitale, n.d.r.), ripresa in un articolo del settimanale Il Mondo. In realtà, si conferma un fatto che in Italia è molto risalente nel tempo: quante più conoscenze si hanno, anche attraverso i social network, tanto più facile è trovare un impiego o fare carriera. Nella percezione dei candidati solo il 25% ritiene che i social network semplifichino la ricerca, mentre in un anno la percentuale di chi è stato contattato attraverso questo canale è precipitata dal 35% all’8%. Il 44% dei candidati ricorre alla rete soprattutto per la possibilità di trovare un maggiore numero di offerte, mentre il 38% lo fa per dare più visibilità al proprio curriculum. Ma solo il 16% di chi recluta vede nel web la possibilità di allargare il bacino dei candidati.

LINKEDIN AL PRIMO POSTO – Fin qui la teoria. Ma la pratica? Quella suggerisce che conviene non limitarsi ai social network e che bisogna coltivare le relazioni anche e soprattutto nella vita reale. E se proprio ci si vuole dedicare alla cura di un giardino “social”, è meglio scegliere LinkedIn, che piace poco ai candidati (26%) ma abbastanza ai selezionatori (42%). Non sorprende troppo che Facebook sia al 29% delle preferenze dei "reclutatori", mentre stupisce un po’ che Twitter si fermi al 9%. In generale, chi seleziona consulta di più i siti web specializzati, quelli nati per convogliare domanda e offerta di lavoro. Quindi, riassumendo: coltivare le relazioni dentro ma soprattutto fuori dai social network, mettere LinkedIn al primo posto e non trascurare i canali “non social”, come i siti web specializzati, le agenzie per il lavoro e i centri per l’impiego. Più si semina e più si ha la possibilità di raccogliere.

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