Hypo Alpe Adria Bank tranquillizza i clienti: nessuna chiusura

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di Maria Paulucci 6 Giugno 2013 | 08:52

SOLDIWEB ha parlato con il vice direttore generale Simone Caraffini, che ha detto: non siamo in smantellamento


CONVENTION TRASVERSALE – Sabato 25 maggio, prima che su Hypo Alpe Adria Bank si scatenasse la pioggia di voci sulla presunta imminente chiusura, la banca ha riunito promotori finanziari, private banker, dipendenti, dunque tutti gli operatori del retail, dell’area corporate, del leasing, del back office, dell’information technology, della logistica, del real estate e del marketing in una convention a Mogliano Veneto, in provincia di Treviso. Un evento trasversale. “Abbiamo subito uno scossone con la partenza del nostro ex amministratore delegato e direttore generale Lorenzo Di Tommaso a fine marzo”, riepiloga il vice direttore generale Simone Caraffini con SOLDIWEB. “Purtroppo l’uscita è coincisa, per i suoi tempi, con la chiusura della procedura di licenziamento. Insomma, i due eventi forse peggiori nella storia della Hypo Alpe Adria Bank in Italia sono avvenuti nell’ultima settimana di marzo. Dunque c’era la forte necessità di tornare a guardarsi in faccia e capire che siamo un unico team, che la banca è ben viva e che comunque continua a operare”.

NESSUNA CHIUSURA – Qualche giorno dopo la convention, però, i giornali italiani, seguendo quelli austriaci, hanno parlato di una chiusura di Hypo Alpe Adria Bank in Italia. “È una notizia priva di fondamento”, scandisce Caraffini, “che non ha alcun riscontro reale. Il commissario europeo alla Concorrenza Joaquin Almunia insiste sul fatto che il gruppo bancario di cui facciamo parte si risani in tempi rapidissimi altrimenti, come Unione europea, dovrà forzarne la messa in vendita da parte del governo federale austriaco – come peraltro dovrà fare con tutte le banche in una situazione analoga – e sulla scorta di queste informazioni si è dato per certo che il governo federale d’Austria avesse un piano per la liquidazione della banca in Italia. Ciò ha provocato un certo clamore mediatico”.

IL TAVOLO A TRE – Tanto clamore che a un certo punto è intervenuto il governatore della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, che ha convocato un tavolo ristretto con l’attuale amministratore delegato Lorenzo Snaidero e con il presidente del cda Johannes Proksch, il quale dal canto suo ha delineato il quadro della situazione del gruppo di controllo confermando l’intenzione del governo di riprivatizzarlo, come richiesto dalla Commissione europea. In questa logica, ha spiegato, s’inserisce la vendita della banca in Austria. E la stessa operazione si vorrebbe compiere in Italia, mantenendo comunque controllante e controllata vive e operative. Concordando con Proksch di mantenere aperto un canale di comunicazione tra la banca e la Regione e di aggiornarsi dopo l'approvazione del bilancio da parte dell'assemblea e soprattutto dopo la pronuncia della Commissione europea, quando si conosceranno i dettagli del piano di ristrutturazione, Serracchiani ha evidenziato l'interesse della Regione al mantenimento delle attività di Hypo Alpe Adria Bank in Italia e ha ribadito l'intenzione di coinvolgere il Veneto e la Lombardia.

BILANCIO IN ROSSO – “Insomma”, sintetizza Caraffini, “il presidente ha incontrato personalmente Debora Serracchiani e le ha trasmesso qual è il punto: la holding austriaca non ha alcuna intenzione di liberarsi della banca italiana, a meno che non ci sia una vendita soddisfacente. E ha sottolineato che c’è invece l'intenzione di dare un segno di discontinuità con il passato, come stiamo dimostrando anche attraverso il rimborso ai clienti che hanno subito danni da errate indicizzazioni leasing. La Banca d’Italia ci sta spingendo con grandissima veemenza a restituire fino all’ultimo centesimo a tutti i clienti che hanno subito questo danno”, evidenzia Caraffini. “Quindi dovremo sborsare una quantità ingente di denaro e per chiudere il bilancio 2012 – che sarà comunque in perdita – abbiamo avuto bisogno di un intervento per riportare il patrimonio ai livelli attesi. Il socio l’ha fatto e noi in questo momento ci troviamo nella felice situazione di avere un patrimonio ben al di sopra dei requisiti fissati da Bankitalia. Il nostro capitale è nelle mani di uno dei soci più sicuri che ci siano in Europa, dal momento che è lo Stato federale d’Austria, sicuramente uno dei più virtuosi”.

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