Per Mps e Bpm si avvicina un cambio di governance: sarà vero?

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di Luca Spoldi 6 Giugno 2013 | 08:17

Se nel caso dell'istituto milanese sarebbe Banca d'Italia a premere per arrivare alla trasformazione in Spa "ibrida", l'istituto senese potrebbe rimuovere il tetto ai diritti di voto per attrarre nuovi soci


PER BPM E MPS SI AVVICINA UN CAMBIO DI GOVERNANCE? – Sarà la volta buona? Mentre da più parti si torna a ipotizzare un “pressing” di Banca d’Italia affinchè i dipendenti-soci di Bpm accettino la trasformazione in Spa “ibrida” così da riequlibrare i poteri assembleari sinora sbilanciati a favore di dipendenti e pensionati dalla regola del voto capitario, anche attorno a Mps si intensificano le voci di una prossima rivisitazione della governance che elimini il tetto del 4% ai diritti di voto di soci diversi dalla Fondazione.

AUMENTO RISERVATO AI SOCI – Una misura più volte auspicata dal presidente Alessandro Profumo e dall’amministratore delegato Fabrizio Viola per incrementare la contendibilità del titolo e che potrebbe essere varata da un’assemblea straordinaria da convocare nei prossimi mesi, dopo che il 17 giugno la banca avrà presentato alla Commissione Ue il piano di ristrutturazione a cui è condizionato il via libera agli aiuti pubblici per oltre 4 miliardi. Piano che prevede, tra l’altro, un aumento da 1 miliardo di euro riservato a nuovi soci, per trovare più facilmente i quali sembrerebbe opportuno rimodulare la governance.

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