I cinque trend del mercato obbligazionario per i prossimi mesi

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di Redazione 11 Giugno 2013 | 09:00

Ecco l’opinione di Pierre Olivier Beffy, chief economist di Exane Bnp Paribas, riportata dal sito di milanofinanza.it


I CINQUE TREND – Da inizio anno la performance dei mercati obbligazionari non è stata molto brillante, spostando così l’interesse degli investitori sull’azionario. Cosa succederà nei prossimi mesi? A questa domanda ha cercato di rispondere Pierre Olivier Beffy, Chief Economist di Exane Bnp Paribas, in cinque punti riportati dal sito milanofinanza.it

1) Nel lungo termine il trend rialzista sul mercato obbligazionario, iniziato negli anni '80, dovrebbe continuare fino a quando il settore privato dei Paesi sviluppati potrà indebitarsi in modo sostenibile. Inoltre, tenuto conto dell'espansione del bilancio della BoJ, l'acquisto di asset a lungo termine continuerà nei prossimi mesi. E nel contempo i deficit pubblici dovrebbero, eccezion fatta per il Giappone, ridursi.

2) Nel breve termine i tassi obbligazionari possono, tuttavia, aumentare a causa di un calo dell'avversione per il rischio o di un rialzo delle stime inflazionistiche, anche se tale margine è ridotto. Per quanto riguarda i tassi americani, l'attenzione degli investitori si è focalizzata sull'ampiezza del rallentamento in atto, tanto più che ciò rappresenta un fattore di reazione della Fed. Sarà necessario dover ancora attendere 1-2 mesi per sapere se si tratta di un rallentamento più pronunciato che di quello atteso o se siamo di fronte ad una nuova accelerazione.

3) In Europa, i tassi reali sono, considerando l'area nel suo insieme, superiori all'1%. Essendo maggiori al livello di crescita, evidenziano che la politica monetaria non è abbastanza accomodante. Questo amplifica le pressioni deflazionistiche. Inoltre, evento non atteso, la Bce ha rivisto al rialzo le stime sulla crescita aspettando un rimbalzo dell'1,7% l'anno prossimo (crescita a -0,6% nell'anno in corso e a 1,1% nel 2014).

4) In Giappone, il rialzo delle stime inflazionistiche ha determinato un rialzo della volatilità dei mercati obbligazionari. Poiché la Banca del Giappone oggi non ha adottato nuove misure straordinarie, è possibile stimare una pressione rialzista sui rendimenti obbligazionari dell'area. Tuttavia, tenuto conto del bias domestico degli investitori giapponesi, difficilmente i tassi si attesteranno a un livello superiore all'1%.

5) Tenuto conto di tali fattori, il rialzo dei tassi obbligazionari dovrebbe sgonfiarsi, o addirittura avere un trend inverso, nei prossimi mesi. Al riguardo va sottolineato che gli Stati Uniti si trovano a un giro di boa e i prossimi due mesi permetteranno di capire l'ampiezza del rallentamento in atto. In Europa, dato che le attese sulle possibili azioni del vertice di giugno sono vincolate dalle elezioni tedesche, è difficile identificare dei driver di un miglioramento del sentiment macro.

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