Pensione, Natixis Global AM: gli italiani non stanno risparmiando bene

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di Redazione 13 Giugno 2013 | 08:56

Secondo la società di gestione, l'85% degli investitori istituzionali ritiene che la popolazione non si stia preparando in modo adeguato


GLI ANNI DEL RITIRO – E tu, sei pronto per la pensione? Secondo una ricerca condotta dalla società di gestione del risparmio Natixis Global Asset Management, l'85% degli investitori istituzionali italiani ritiene che la popolazione non stia risparmiando in modo adeguato per mantenere un livello di vita decoroso nell'età pensionabile. In altre parole, soltanto un sesto dei lavoratori potrà contare su entrate adeguate alle necessità future. Una percentuale, come fa notare Il Sole 24 Ore, in linea con quanto emerso dalla recente indagine campionaria di Mefop, società per lo sviluppo del mercato dei fondi pensione, sulle attese relative alle rendite pensionistiche dei lavoratori italiani. Si accantona poco e gli stessi portafogli utilizzati dai fondi pensione non sembrano costruiti per far fronte in maniera adeguata alle necessità future. Di qui l'esigenza della maggior parte degli istituzionali italiani di rivedere i tradizionali approcci alla costruzione del portafoglio.

I TEMPI DI ADESIONE – Può essere utile a questo punto abbozzare qualche calcolo e mettere in correlazione risparmio e rendimenti dei propri portafogli previdenziali: secondo quanto hanno calcolato Epheso e Itinerari Previdenziali, si può stimare che chi aderisce a un fondo pensione a 46 anni – vent'anni prima di andare in pensione – dovrà accantonare il 6,8% del suo stipendio per puntare a far crescere i contributi del 3% annuo. Il risparmio cala però al 4,34% se aderisce dieci anni prima e al 3% circa del suo stipendio (meno della metà), se aderisce a un fondo pensione da giovane e per quarant'anni. Aderire presto richiede in sostanza di ridurre gli accantonamenti, a parità di rendimenti. Al netto quindi di un altro elemento: più è lungo il percorso di adesione e maggiore è il rendimento a cui si può puntare. Perché il miglior gestore per le scelte previdenziali, in definitiva, è il tempo.

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