Pechino ammorbidisce i toni, ma a Tokyo non basta

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di Luca Spoldi 26 Giugno 2013 | 08:29

La Banca del popolo cinese smorza i toni sulla stretta sulla liquidità consentendo ai listini azionari emergenti dell'Asia di interrompere il caso e in qualche caso rimbalzare, ma Tokyo continua la discesa

SCEMA LA TENSIONE SULLA LIQUIDITA', MA IL NIKKEI CONTINUA A SCENDERE – I toni più distensivi usati dalla Banca del popolo cinese (la banca centrale di Pechino, ndr) in tema di “liquidity crunch” consentono un primo recupero dei listini emergenti asiatici ma non bastano a Tokyo, che chiude con l’indice Nikkei225 a 12.834,01 yen (-1,04%), mentre Hong Kong recupera il 2,43% e Shanghai termina la giornata a +0,06%. Tra le blue chip giapponesi si mettono in luce Hino Motors, Central Japan Railway e Panasonic, con rialzi tra i 3 e i 5 punti a testa, mentre superano il 5% di calo titoli come Nisshin Steel Holdings, Mitsubishi Motors, Kyowa Hakko Kirin, Tokyo Dome, Furukawa e Taisei.

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