In Italia oggi ci sono società interessanti su cui investire

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di Francesca Vercesi 18 Dicembre 2013 | 10:50

A sollevare una voce ottimista fuori dal coro è Alberto Chiandetti, gestore del FF Italy Fund di Fidelity Worldwide Investment, che ha da poco celebrato i cinque anni di gestione di un comparto che ha iniziato a gestire il primo ottobre del 2008.

Il contesto della crescita globale è di un miglioramento lento ma solido. A sollevare una voce ottimista fuori dal coro è Alberto Chiandetti, gestore del FF Italy Fund di Fidelity Worldwide Investment, che ha da poco celebrato i cinque anni di gestione di un comparto che ha iniziato a gestire il primo ottobre del 2008. Il FF Italy Fund è il primo fondo armonizzato dedicato all’azionario italiano a essere mai stato lanciato (1990) e inoltre è il più grande fondo della categoria Azionario Italia secondo Morningstar.

Un inaspettato segno più sull’Italia, quindi?
In particolare in Italia i dati delle vendite al dettaglio sono tornati positivi dopo una serie di segni meno che proseguiva da 13 mesi. La fiducia dei consumatori è in crescita (è passata da 86 a 97 negli ultimi sei mesi) e gli indicatori anticipatori segnalano una ripresa delle esportazioni. La “business confidence” è cresciuta notevolmente dall’inizio dell’anno e tutto lascia prevedere dunque che il 2014 segnerà un positivo miglioramento del Pil italiano. In ultima istanza, la fase iniziale della ripresa, nella quale ci troviamo, offre numerose opportunità a chi le saprà identificare. ll mercato offre infatti prospettive di apprezzamento interessanti per chi investe con selettività e con un solido focus sullo stock picking.

Cosa sta succedendo?
Durante la recessione che ha afflitto l’economia italiana, le opportunità di investimento più interessanti si sono concentrate sulle società che, pur essendo basate in Italia, generano gran parte degli utili attraverso le esportazioni verso economie in crescita. Ciò ha consentito, a chi le ha sapute individuare, di acquistare aziende solide e con utili in crescita a prezzi inferiori rispetto a quelli di analoghe società con base in altre aree geografiche e questo approccio si è rivelato fortemente premiante per chi ha saputo riconoscere i titoli migliori. Da alcuni mesi ci troviamo in un contesto più favorevole alle aziende italiane più orientate al mercato domestico. Alcuni investitori, fra cui spiccano quelli internazionali, sono ancora cauti sull’Europa e sull’Italia e ciò offre l’opportunità di acquistare a valutazioni interessanti i titoli con le migliori prospettive di apprezzamento.

Come scegliete i titoli da mettere in portafoglio?
Nel lungo periodo, i mercati azionari seguono i profitti aziendali. Pertanto la view macro, la comprensione dei settori e la comprensione delle capacità del management di un’azienda sono tutti fattori determinanti per comprendere il potenziale di un titolo. La filosofia di investimento che mi caratterizza si fonda cioè sulla correlazione che si può trovare fra la capacità di un’azienda di generare profitti e la performance del titolo azionario. Le migliori opportunità risiedono quindi nelle aziende per le quali, grazie alla struttura di ricerca proprietaria di Fidelity, siamo in grado di identificare un potenziale di generazione di profitti superiore rispetto alle aspettative del mercato. L’esposizione a ciascun titolo è decorrelata dall’indice di riferimento ed è invece il risultato dell’attenta analisi del potenziale di apprezzamento e del profilo rischio/rendimento di ciascun titolo. La filosofia di investimento di Fidelity si basa sulla scelta dei singoli titoli in cui investire. Nel processo di selezione mi affido a un team di ricerca proprietaria interno, composto da 300 professionisti. Inoltre sono in contatto diretto con il management delle società.

Qual è il posizionamento del fondo?
Abbiamo ricominciato a investire da inizio anno nei titoli delle società maggiormente esposte al ciclo dell’economia italiana, fra cui il settore bancario. Questi titoli potranno beneficiare sia di una futura crescita dei risultati, grazie al ciclo economico, ma anche di un potenziale apprezzamento dei multipli che il mercato paga per queste aziende. Oggi privilegiamo i settori legati all’economia domestica come i finanziari, le società che abbiano driver di crescita di lungo termine ben delineati, le aziende che hanno avviato con successo processi di ristrutturazione o che hanno un elevato upside potenziale sulle stime degli utili. L’effetto combinato dei rendimenti e la preferenza accordata al fondo da molti investitori lo ha portato a essere oggi il più grande comparto azionario Italia per masse gestite. Il rendimento dal 31 ottobre 2008 al 31 ottobre di quest’anno è stato del 56,8%, superando di oltre il 45% l’indice azionario italiano. Da inizio anno ha ottenuto un rendimento del 31,3%, superando l’indice di oltre il 5%. Dal lancio, avvenuto il primo ottobre 1990, il rendimento è stato di oltre il 600% e su tutti questi periodi il FF Italy Fund si classifica nel primo quartile rispetto al gruppo di riferimento.

Cosa dobbiamo aspettarci adesso?
Nonostante alcune zone d’ombra legate ad aziende meno solide che hanno beneficiato della recente ripresa di Piazza Affari, è possibile trovare storie di investimento particolarmente interessanti. Il potenziale delle aziende esposte al mercato domestico non è ancora del tutto apprezzato dagli investitori, specialmente da quelli internazionali, influenzati dalla crisi degli ultimi tre anni. Ci sono poi società che hanno vantaggi competitivi e driver di crescita di lungo termine ben delineati, che le favoriscono anche sui mercati internazionali. E mi interessano le aziende che hanno avviato con successo processi di ristrutturazione oppure che hanno un elevato potenziale di crescita sulle stime degli utili.

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