Un buon motivo per investire in azioni italiane

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di Amelia Zonta 13 Febbraio 2014 | 13:46

I Paesi periferici come l'Italia si confermano molto promettenti, anche dopo il buon andamento recente. Parola degli esperti di M&G

DOVE INVESTIRE – Per molti mercati azionari mondiali il 2013 si è chiuso con performance straordinariamente positive. Dopo rialzi così importanti ci si chiede cosa possa riservare il futuro. È ragionevole aspettarsi che l'azionario continui a fare così bene? E saranno gli utili societari o le banche centrali il fattore trainante dei mercati azionari nel 2014? Pur consapevoli degli ampi rialzi delle quotazioni azionarie globali nel corso dell'ultimo anno, Juan Nevado – gestore del fondo M&G Dynamic Allocation – e il Team Multi Asset di M&G ritengono che il livello sia ancora attraente e che i mercati azionari globali continuino a offrire rendimenti interessanti, anche se in misura ridotta rispetto a dodici mesi fa.

AZIONI INTERESSANTI – "Siamo convinti", scrivono gli esperti in un loro recentissimo studio, "che in base a molti parametri le valutazioni siano ancora al di sotto del livello considerato equo, anche se la distanza si è molto ridotta rispetto all'inizio del 2013 su certi mercati. Tuttavia, sono molte le piazze su cui resta un ampio margine di ulteriore rialzo, mentre in altri casi per un nuovo movimento verso l'alto sarà essenziale la crescita dei profitti. In questo ambiente, vediamo numerose opportunità interessanti per creare un portafoglio di mercati globali attraenti e diversificati". Insomma, puntare sull'azionario conviene. Ma dove, esattamente?

L'ITALIA FA GOLA – "Uno sviluppo importante l'anno scorso è stato il recupero delle azioni statunitensi, in alcuni casi anche a livelli di sopravvalutazione, in base a quasi tutti i parametri. Anche i mercati di Regno Unito, Europa e Giappone si sono rivalutati, ma non nella stessa misura. Su questi mercati continuiamo a vedere buone opportunità di valore, in particolare in Europa, dove i Paesi periferici come l'Italia si confermano tuttora molto promettenti, anche dopo il buon andamento recente. Inoltre, il livello depresso degli utili nella periferia implica un margine più ampio per eventuali sorprese positive rispetto a mercati come quello statunitense, dove la redditività è stata più elevata". Insomma, il gestore ha parlato chiaro.

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