Perché comprare i Btp legati all’inflazione se il costo della vita è quasi fermo?

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di Ettore Mieli 7 Aprile 2014 | 13:35

La domanda se la pone CorrierEconomia spiegando che qualche opportunità si trova.

CONVENIENZA – Conviene ancora l’acquisto dei Btp legati all’inflazione? Secondo CorrierEconomia il premio c’è anche se ridotto. Nel caso del Btp Italia, per esempio, la cedola minimia viene pagata anche in caso di deflazione, cioè di crescita negativa del costo della vita. Chi desidera quindi un portafoglio diversificato e spera in un’inversione di tendenza in chiave non deflattiva può quindi tenere (o acquistare) i titoli di Stato legati all’inflazione nazionale.

IL GUADAGNO – Il CorrierEconomia ricorda qualche numero: l’emissione pilota di questo strumento che verrà rimborsata tra poco meno di due anni, il 26 marzo 2016 paga comunque una cedola lorda annuale del 2,45% suddivisa in due rate semestrali. Pochi giorni fa chi ce l’ha in portafoglio si è visto accreditare un importo così suddiviso: 1,225 di cedola lorda, 0,073 di coefficiente d’indicizzazione lordo, per un totale di 1,298 lordo che al netto dell’imposta al 12,5% diventa 1,135. Per un investimento di 10mila euro si parla di un guadagno di 113,58 euro.

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