Compensi e consumi, se il Sud Italia si scopre più ricco del Nord

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di Amelia Zonta 30 Luglio 2014 | 10:41

D'altra parte, lo scarto sul fronte dei costi e della qualità dei servizi offerti fra Nord e Sud del Paese non sembra essere così netto

GLI ITALIANI DEL SUD PIU' RICCHI DI QUELLI DEL NORD – Secondo un recente rapporto elaborato dalla Fondazione Rodolfo DeBenedetti, gli abitanti del Sud sarebbero più ricchi di quelli del Nord. In testa Caltanissetta, Crotone ed Enna. Milano è 97esima. Lo riporta il sito della Giornata Nazionale della Previdenza. Questo perché se al Nord si guadagna di più, è anche vero che la vita al Sud costa meno. Esempio: l'impiegato di banca a Ragusa, anche se percepisce un compenso più basso rispetto a quello del collega di Milano, ha un potere d'acquisto maggiore del 27% rispetto al collega milanese. Squilibrio che è ancor più evidente nelle pubbliche dipendenze, dove il compenso è uguale in tutte le regioni. Anche qui, un esempio. Lo stipendio di un insegnante delle scuole elementari, pari a 1.305 euro al mese, vale circa 1.000 euro al Nord e più di 1.500 euro al Sud.

MAGGIORE POTERE D'ACQUISTO. MA I SERVIZI? – D'altra parte, lo scarto sul fronte dei costi e della qualità dei servizi offerti fra Nord e Sud del Paese non sembra essere così netto. I servizi pubblici – tra i quali il rapporto annovera la sanità e le scuole – se si guarda alla spesa diretta o indiretta sostenuta al Nord dovrebbero essere almeno 3,5 volte superiori a livello qualitativo rispetto a quelli del Sud. Ma, secondo gli autori dello studio, sebbene al Sud il costo – per esempio – degli esami del sangue risulta essere di ben il 32% inferiore rispetto al Nord, lo scarto qualitativo non è così decisivo.

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