Eurozona, economia fragile ma ci sono segnali positivi

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di Ettore Mieli 21 Agosto 2014 | 12:40

Per esempio, alcune economie periferiche in difficoltà hanno mostrato crescite solide

EUROZONA FRAGILE – L’economia dell’Eurozona resta fragile. Sebbene alcuni fattori specifici abbiano fatto aumentare l’irregolarità dei dati relativi alla crescita, alcuni indicatori che guardano al futuro lasciano intravedere un certo miglioramento. È il commento di David Basola, Responsabile Italia di Mirabaud AM, secondo cui, mentre il dato sul PIL dell’Eurozona relativo al secondo trimestre è stato deludente, non ci sono state solo cattive notizie.

BUONE NOTIZIE – Per esempio, alcune economie periferiche in difficoltà hanno mostrato crescite solide: sia la Spagna, sia il Portogallo sono cresciuti dello 0,6%, mentre per la Grecia è stimata un’espansione economica dello 0,7%. Inoltre, anche gli indicatori relativi ai business aziendali sembrano puntare a un miglioramento. Un’altra causa della debolezza dei dati del secondo trimestre può essere identificata nell’aggiustamento stagionale derivato dalla presenza di molti “ponti” di vacanza (fattore citato esplicitamente dall’agenzia statistica francese).

SETTORE COSTRUZIONI – Quanto alla Germania, poi, i cali nel comparto degli investimenti – specialmente nel settore delle costruzioni – e un contributo negativo da parte delle esportazioni nette hanno più che compensato gli aumenti dei consumi privati e pubblici. Considerando infine il boom del settore delle costruzioni nel primo trimestre del 2014, si può in qualche modo giustificare tale lettura più debole.

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