Bce, il presidente Draghi insiste: servono investimenti per rilanciare l’economia

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di Amelia Zonta 12 Settembre 2014 | 10:03

Lo ha detto il numero uno della Banca centrale europea Mario Draghi durante il seminario Eurofi a Milano, che precede il vertice Ecofin di oggi e domani

SERVONO INTERVENTI STRUTTURALI – "Non c'è stimolo monetario che tenga se non affiancato dalle giuste politiche strutturali", ha detto ieri il numero uno della Banca centrale europea Mario Draghi durante il seminario Eurofi a Milano, che precede il vertice Ecofin di oggi e domani. "Soltanto se le politiche strutturali, di bilancio e monetarie procedono di pari passo", ha dichiarato Draghi dopo aver deciso nuove misure espansive nel'ultima riunione del board, "l'area dell'euro assisterà al recupero degli investimenti. Giustamente si dice che gli investimenti siano la domanda di oggi e l'offerta di domani. In Europa, tuttavia, sono carenti. Se non riusciamo a rilanciare gli investimenti, indeboliremo l'economia nel breve termine e ne compromettiamo le prospettive di lungo periodo". Il presidente della Bce ha poi citato come "esempio incoraggiante" la Spagna, spiegando che la penisola iberica sta registrando una ripresa degli investimenti vigorosa grazie alle "riforme favorevoli alle imprese e alla riduzione delle imposte sui redditi delle persone fisiche e delle società".

REGOLE E FINANZIAMENTI – La ricetta di Draghi per uscire definitivamente fuori dalla crisi ha come ingredienti principali le regole, specie quelle sul lavoro, e i finanziamenti alle imprese. Infine il presidente della Bce ha voluto rassicurare tutti coloro che sostengono che il nuovo programma di acquisti di titoli mirati implica una insidiosa assunzione di rischi da parte dell'Eurotower. "Per quanto riguarda gli Abs, acquisteremo titoli già esistenti o di nuova emissione che siano semplici, trasparenti e reali, nel senso che si basano su prestiti al settore privato non finanziario dell'area dell'euro", ha dichiarato Draghi, specificando che "anche i tassi di default per le cartolarizzazioni di crediti al consumo e i titoli obbligazionari garantiti da prestiti alle piccole e medie imprese sono rimasti contenuti, ben al di sotto dell'1% durante la peggior crisi finanziaria ed economica che abbiamo attraversato".

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