Exane: ecco la strategia di portafoglio degli esperti in 5 punti

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di Redazione 24 Settembre 2014 | 08:21

Meglio investire in azioni americane o europee? E cosa fare con gli emergenti? Ecco le scelte d’investimento degli esperti di Exane

Il sito di Milano Finanza riporta la strategie di portafoglio degli esperti di Exane, l’l'investment bank francese, in 5 punti.

1. Mantenere una sovraesposizione degli asset rischiosi. 
Le politiche monetarie restano globalmente espansive anche se sono aumentate le differenze: la BCE è più attiva mentre la Fed dovrà preparare gli investitori al suo primo rialzo dei tassi nel 2015. Il calo dei tassi sovrani USA riflette chiaramente questa situazione: l'attivismo della BCE e l'afflusso di liquidità interessano tutti i mercati obbligazionari e ne spiegano in buona parte i livelli attuali.

2. Ridurre le azioni americane.
L’asset class non sembra eccessivamente cara (p/e in linea con la media storica in periodi con tassi a lungo simili) e gli EPS (utili per azione) continueranno a crescere. Tuttavia, la qualità degli utili è peggiorata con l'aumentare della leva finanziaria. Gli altri mercati azionari potrebbero, invece, beneficiare di un momentum relativo più favorevole. Diconseguenza meglio ridurre l'esposizione ai titoli azionari USA (20%), a favore dei mercati emergenti.

3. Mantenere un’elevata esposizione sulle azioni europee.
Il rimbalzo dei profitti delle società esportatrici a seguito del calo dell’euro, il potenziale di releveraging delle imprese europee e il venir dello spettro della deflazione, grazie all’azione della Bce, sono fattori che giustificano un’esposizione crescente alle azioni della zona euro.

4. Aumentare il peso dell’azionario emergente.
Il rialzo degli utili dovrebbe subentrare al calo (da inizio anno) del premio di tale asset class grazie alle maggiori vendite dovute all’aumento delle esportazioni, ad un cambio più favorevole e a margini più elevati (contenimento dei costi unitari del lavoro). Al contrario meglio ridurre l'esposizione al debito dei paesi emergenti (4%) a favore della liquidità in dollari.

5. Non esporsi alle obbligazioni sovrane dei paesi sviluppati.
All'inizio di quest'anno gli esperti non avevamo stimato il significativo ribasso dei tassi sovrani nei paesi sviluppati, causato dal rallentamento climatico negli Usa, dal flight to quality geopolitico (Ucraina) e soprattutto dall’eccesso di risparmio globale. Il calo si è intensificato quest’estate a seguito dei maggiori timori deflazionistici nell’Eurozona e all'anticipazione del Qe della Bce intesa ad aumentare l’eccesso di liquidità nei mercati obbligazionari globali.

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