7 titoli dell’alta moda sotto la lente degli esperti

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di Redazione 30 Gennaio 2015 | 07:48

Secondo gli analisti di Morgan Stanley i marchi tradizionali dovranno affrontare una competizione più accanita

Il modello di pricing del settore del lusso non è più sostenibile. Sono di questo parere gli analisti di Morgan Stanley, che ritengono che i marchi tradizionali dovranno affrontare una competizione più accanita, che metterà sotto pressione i margini reddituali.

1. Burberry
Prezzo obiettivo di 1.918 pence, che implica un potenziale di rialzo dell’8%, ma che nell’ipotesi bullish (ottimista) può arrivare a 2.606 (+47%) per il gruppo che capitalizza a Londra 7,8 miliardi di sterline. I fattori di successo sono la forza del marchio, una chiara struttura dei prezzi, le iniziative per migliorare la produttività dei punti vendita e la vincente strategia digitale. Il titolo ha registrato da gennaio una performance del 9,3% e negli ultimi 12 mesi del 23,45. Il titolo tratta 21 volte l’utile stimato nel 2015 e 19 volte quello del prossimo anno.

2. Lvmh
Giudizio positivo (overweight) anche per il colosso francese del lusso, che ha un margine di crescita del 3,5% rispetto al target price di 146 euro, che sale a 197 euro (+40%) nello scenario bullish. Il titolo ha un p/e intorno a 18 quest’anno, che cala a 17 nel prossimo. Da inizio 2015 la performance è del 4% e negli ultimi 12 mesi del 14,5%.

3. Tiffany
Rating neutrale (equalweight) per il gruppo americano. Il prezzo obiettivo di 94 dollari è del 4% superiore alle quotazioni attuali, ma nell’iporesi ottimista arriva a 113,1 dollari (+25%). I punti di forza sono il migliore pricing power nei gioielli, le limitate differenze di prezzo fra le varie aree geografiche e il marchio dominante in un mercato frammentato. Da inizio 2015 ha perso il 13,7%, ma la performance a un anno è ancora positiva (+10,4%).

4. Richemont
Il gruppo elvetico gode di una posizione di vantaggio nella gioielleria (35% del reddito operativo netto), che consente un elevato pricing power, anche se l’abbandonato il 15 gennaio scorso, da parte della Snb, del peg contro l’euro a 1,20, ha creato notevoli pressioni sul fronte dei cambi, che non potranno facilmente essere bilanciate. Il target price di 72 franchi svizzeri è inferiore alle quotazioni attuali (76), ma nello scenario più favorevole c’è uno spazio di crescita fino a 100 franchi svizzeri (+31,6%). La performance a un anno è negativa (-12%).

5. Prada
Prezzo obiettivo di 40,7 dollari di Hong Kong, inferiore alla quotazione attuale di 42,3 per il titolo (108,2 dollari di dollari di Hk di capitalizzazione) che dall’inizio del 2015 è sceso del 4% e dal gennaio 2014 del 30,7%. Nell’ipotesi bullish il target è 57,1 dollari di Hk (+36%). Il titolo è sopravvalutato, visto che tratta 22,7 volte l’utile 2015 e 22,6 quello del 2016. Il giudizio neutrale (equalweight).

6. Kering
Al colosso del lusso è stato assegnato un prezzo obiettivo di 163 euro, che è inferiore alla quotazione attuale di 178,7. Nello scenario ottimista è invece 220 euro (+27%). Sul futuro della società pesa il cambio del management di Gucci, che potrebbe tuttavia accelerare le vendite, proteggendo nello stesso tempo il pricing power. Il titolo, che viene scambiato intorno a 15 volte l’utile 2015 e 2016, ha registrato da inizio 2015 una performance del 12,7%, che negli ultimi 12 mesi sale al 22,3%. Il rating è equalweight.

7. Swatch
Giudizio negativo (underweight) sul gruppo elvetico, a causa dell’aumento della concorrenza dei nuovi modelli, dell’alto livello delle scorte e dal limitato pricing power che non potrà contrastare la minore competitività delle esportazioni legata al cambio. Il principale punto a suo favore è invece l’esposizione verso i consumatori di reddito medio in Cina. Il titolo, che è sceso del 17,5% da gennaio e del 31,6% negli ultimi 12 mesi, è valutato 328 franchi svizzeri, contro una quotazione attuale di 360,6. Nello scenario più ottimista il target è 440 franchi.

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