Petrolio, quali società comprare e quali no

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di Redazione 1 Marzo 2016 | 08:51

Le compagnie petrolifere di recente hanno in maggioranza comunicato risultati 2015 inferiori alle attese

Il prezzo del greggio Wti è salito del 13% da metà di febbraio. Meno bene è andata per le compagnie petrolifere, scrive Milanofinanza.it, che di recente hanno comunicato risultati 2015 inferiori alle attese. Ecco, secondo gli analisti di Société Générale, chi potrà recuperare terreno dalle quotazioni attuali e chi no.

1. BP
Giudizio positivo (buy) con target price 375 pence, del 7% superiore alla quotazione attuale, per il gruppo guidato da Bob Dudley, che capitalizza 89 miliardi di dollari. Il total return (performance + rendimento della cedola) atteso è del 15%, in funzione di un dividend yield 2016 che è stimato 8%. Il titolo negli ultimi tre mesi è sceso del 10%.

2. Eni
Prezzo obiettivo 15 euro, superiore del 18% dalle quotazioni attuali (12,5 euro). La compagnia guidata da Claudio Descalzi ha recentemente annunciato una perdita netta di 8,8 miliardi nel 2015, ma ha confermato il dividendo. Il p/e (prezzo/utile) 2017 è stimato intorno a 14. Il rating sul titolo è buy. Il total return atteso a 12 mesi è 24%, ipotizzando un rendimento della cedola del 6%. Negli ultimi tre mesi Eni è sceso a Piazza Affari del 17,6%.

3. Galp
Alla società portoghese è stato assegnato il target price di 10,60 dollari, in linea con il prezzo attuale. Il rating sul titolo è hold (mantenere). Il p/e scende da 17 nel 2016 a 14 nel 2017. Il dividend yield è previsto intorno al 5% nell’esercizio 2016. Negli ultimi tre mesi ha realizzato una performance dell’1,8%.

4. OMV
Rating buy e target price 27,20 euro, che implica un potenziale di rialzo del 14,4% per la compagnia austriaca guidata da Rainer Seele. Il total return a 12 mesi è stimato 18,6%, in funzione di un rendimento della cedola 2016 del 4,2%. Negli ultimi tre mesi ha lasciato sul terreno l’11%.

5. Repsol
Giudizio neutrale (hold) perché il gruppo iberico è secondo gli analisti sopravvalutato rispetto ai fondamentali. Il target price di 9 euro è inferiore alle quotazioni attuali. Il titolo tratta 39 volte l’utile 2016 e 10,4 quello del 2017. La performance negli ultimi tre mesi è negativa (-10,5%).

6. Shell
Rating positivo (buy) per il colosso guidato da Ben Van Beurden. Il prezzo obiettivo è 1.660 pence, di poco superiore alle quotazioni attuali, ma è attraente il rendimento della cedola, stimato 5,8% sia nell’esercizio 2016 che in quello successivo. Il titolo viene scambiato 31,7 volte l’utile 2016 e 11,5 quello del 2017.

7. Statoil
Giudizio neutrale (hold) sul gruppo norvegese quotato ad Oslo. Il target price del titolo è 109 corone, superiore alla quotazione attuale di 124,3. Il titolo tratta 81 volte l’utile 2016 e 12,6 quello del 2017. Negli ultimi tre mesi ha perso il 9%. Il dividend yield è stimato 5,8% sia nell’esercizio 2016 che nel 2017.

8. Total
Rating positivo (buy) con target price 45 euro, del 10% superiore alla quotazione attuale, per il gruppo guidato da Patrick Pouyanne, che capitalizza 103 miliardi di dollari. Il total return atteso è del 16%, in funzione di un dividend yield 2016 che è stimato intorno al 6%. Il titolo negli ultimi tre mesi è sceso del 13%.

9. Chevron
Prezzo obiettivo 99 dollari, superiore del 17% dalle quotazioni attuali (84,35 dollari), per la compagnia guidata da John Watson. Il p/e (prezzo/utile) 2017 è stimato 23,5, in calo da 63 dell’esercizio 2016. Il rating sul titolo è buy (comprare). Il total return atteso a 12 mesi è 22%, ipotizzando un rendimento della cedola del 5%.

10. ExxonMobil
Al gigante Usa guidato da Rex Tillerson è stato assegnato il target price di 90 dollari, del 14% superiore al prezzo attuale. Il rating sul titolo è buy (comprare). Il p/e scende da 27 nel 2016 a 23 nel 2017. Il dividend yield è previsto 3,6% sia nell’esercizio 2016 che in quello successivo.

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