Renzi apre a nuove fusioni tra banche, in arrivo intesa con Ue

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di Luca Spoldi 12 Luglio 2016 | 11:00
Renzi apre all’ipotesi di una riduzione del numero di banche operanti in Italia e aggiunge: l’intesa in sede Ue per un intervento pubblico straordinario è vicina. Sul mercato si fanno ipotesi su un coinvolgimento dei fondi esteri per risolvere il problema Npl

RENZI: LE BANCHE VANNO RIDOTTE DI NUMERO – Matteo Renzi apre all’ipotesi di nuove concentrazioni bancarie. Il premier italiano in un’intervista ha ribadito che i correntisti delle banche italiane “possono dormire tranquilli”, aggiungendo che invece “qualche banchiere deve dormire un po’ meno tranquillo, sia per le azioni di responsabilità, sia perché le banche vanno ridotte di numero”.

VICINI ALL’INTESA CON LA UE – Renzi ha anche anticipato che e l’accordo in sede Ue sul sostegno pubblico alle banche in crisi sarebbe in dirittura d’arrivo. Riguardo al problema Npl, si ipotizza ora un coinvolgimento dei fondi esteri, finora lasciati fuori dalla porta, attraverso la partecipazione ad un fondo (“Atlante 2” o “Giasone” che dir si voglia) dedicato esclusivamente all’acquisto di cartolarizzazioni di Npl, con una dotazione iniziale ipotizzata in 1,5-2 miliardi di euro, tra i cui azionisti figurerebbero, secondo indiscrezioni di stampa, Cdp per 400 milioni, Sga per 500 milioni, Poste Vita e Banca Mediolanum per ulteriori 500 milioni, mentre sarebbe definitivamente tramontata l’ipotesi di un coinvolgimento delle casse previdenziali.

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