Stress test, perche’ fanno cosi’ paura alle banche italiane – VIDEO

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di Redazione 28 Luglio 2016 | 15:14
La continua sollecitazione delle banche rischia di generare risultati non positivi, spiega Stefano Caselli, professore della Bocconi.

L’opinione di Stefano Caselli, professore di Finanza dell’università Bocconi

Gli stress test sono un appuntamento atteso che appassiona e preoccupa i mercati finanziari. Ma sono anche un esercizio delicato di vigilanza: l’impatto mediatico, che tende a prevalere, genera delle conseguenze per gli andamenti dei corsi azionari delle banche e per i policy maker, spiega Stefano Caselli, professore di finanza dell’Università Bocconi. Altro aspetto critico è la continuità di queste sollecitazioni: requisiti di vigilanza, richieste di ulteriore capitale dalla Bce e le raccomandazioni che derivano a fronte dei risultati degli stress test rischiano, incalzando continuamente il sistema bancario, seppure a fin di bene, di produrre risultati non positivi. Le banche italiane si trovano in mezzo a queste due criticità. Per due motivi, spiega ancora Caselli: le banche italiane sono piene di titoli di stato e gli speculatori utilizzano quindi le banche come proxy per speculare sul debito italiano; inoltre , il nostro sistema è fatto di troppe banche. Questo spiega perché oggi gli istituti di credito italiani siano sotto attacco, sebbene i loro fondamentali siano solidi. Rimane il problema dei non performing loans, conclude Caselli: oggi la strada maestra dovrebbe essere quella di un grande intervento pubblico.

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