Banche, sono peggio i crediti dubbi italiani o i derivati tedeschi? Ecco i dati Mediobanca

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di Redazione 29 Luglio 2016 | 11:52
I punti principali dello studio “Dati cumulativi delle principali banche internazionali” condotto da R&S Mediobanca

Se l’Italia piange, la Germania non ride. Anche Mediobanca R&S certifica l’esistenza di problemi diffusi sul fronte bancario europeo. E in particolare delle minacce che gravano sulle banche di Roma e Berlino. Sulla sponda italiana il problema ormai acclarato è quello dei crediti dubbi, o NPL, per la Germania invece si guarda con apprensione agli asset illiquidi, privi di mercato e valutati in modo discrezionale dai singoli istituti. In una parola: ai derivati.

Ecco in sintesi i punti principali dello studio “Dati cumulativi delle principali banche internazionali” condotto da R&S Mediobanca:

Banche italiane penalizzate dai crediti dubbi: 8,2% dei crediti complessivi, quattro volte la media europea (2%), ma: buona copertura con fondi e garanzie, allineata alla media europea: 94% vs 93%.
Modesto peso del “Livello III” (in sostanza il rischio di credito sui derivati): 8,4% del patrimonio netto tangibile vs 44,5% per la Germania, 38,1% per la Svizzera, 20,3% per la media europea.
Posizionamento sotto la media europea per incidenza della somma di Livello III e “crediti in concessione” sul patrimonio netto tangibile: 24% contro 52% per la Germania, 48% per la Spagna, 38% per la Svizzera, 30,3% per la media europea

Intesa Sanpaolo migliore banca per leverage e tra le migliori per combinazione di leverage e CET1, assieme a Agricole, BPCE, Lloyds, RBS e St. Chartered

– Nel 2015 la maggiore banca commerciale per attivo è la Industrial and Commercial Bank of China con 3.146€ mld. che ha superato la statunitense JPM Chase a 2.989€ mld. Segue BofA a 2.557€ mld. Nelle prime cinque posizioni si trovano altre due banche cinesi che scalzano Hsbc e Citi. Hsbc è la maggiore banca europea (7° nel rank) a 2.309 €mld.

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