Cosa sta succedendo in Borsa? 7 punti da tenere d’occhio nelle prossime settimane

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di Marco Barlassina 3 Agosto 2016 | 08:42
Alcuni eventi chiave daranno comunque il tono al mercato nelle prossime settimane. Gli analisti di Intermonte li hanno individuati

“Riteniamo che oltre al rischio del settore finanziario, che continua a condizionare l’indice (FTSE Mib, ndr) pesando per un 23% circa sul totale, ci sia anche un crescente rischio politico legato alle difficoltà del governo Renzi. Un’eventuale crisi di governo avrebbe ricadute estremamente negative sul mercato italiano e il dibattito sul referendum costituzionale non aiuta il sentiment al momento”.

Lo spiega il team di gestione di Intermonte Advisory nella sua view sul mercato azionario italiano per il mese di agosto. Non ci sono solo le banche dunque nel mix che sta facendo di quello italiano il mercato borsistico peggiore da inizio anno, incapace anche di sfruttare quanto gli altri indici europei il rimbalzo del mese di luglio: sul listino italiano sarebbe tornata a pesare anche l’incognita politica.

Alcuni eventi chiave daranno comunque il tono al mercato nelle prossime settimane.
Gli analisti di Intermonte hanno individuato alcuni punti alla base della loro view di breve periodo:

Più micro che macro ad agosto
Agosto sarà caratterizzato dal prosieguo della reporting season mentre non sono attesi particolari eventi macro. A fine mese ci sarà il tradizionale meeting di Jackson Hole con possibili interventi dei banchieri centrali (che l’anno scorso avevano disertato anche per colpa dello scoppio della crisi cinese)

Eventi principali per il mercato italiano
La stagione dei risultati in Italia si concentrerà nei primi 10 giorni del mese. Il 12 agosto sarà pubblicata la stima preliminare di PIL per il 2° trim (che speriamo confermi il buon dato del 1° trim) e a metà mese è atteso il pronunciamento della consulta sul referendum costituzionale, per il quale la data sembra essere spostata verso fine novembre

Possibile rotazione $-oil nel breve?
Dopo essersi rafforzato subito dopo Brexit in area 1.10, ci aspettiamo un rialzo tassi da parte della FED più a dicembre (cioè dopo le elezioni) che a settembre per cui nel breve il $ potrebbe consolidare. Questo potrebbe beneficiare la correlazione inversa con l’oil, che ha già perso 10$ dai max di giugno tornando vicino ai 40$

Banche: «better to travel than to arrive»
Dopo il rally di luglio post crollo Brexit siamo arrivati neutrali sull’evento stress test e ora fatichiamo a ritornare particolarmente costruttivi sul settore che comunque chiederà Eu10/12 miliardi al mercato con aumenti di capitale nei prossimi mesi. I fondamentali rimangono sotto pressione e la pressione regolatoria non accenna a calare per cui il settore rimane con un sottopeso strutturale nei portafogli, con opportunità solo in ottica di trading

Qualche scommessa ciclica, meglio se fuori dall’Italia
Qualche titolo ciclico, maggiormente esposto a economia USA o globale, sta dando qualche segno di risveglio, confortato anche da buone trimestrali

Ancora dividend player e M&A in questo scenario di tassi bassi a lungo
I titoli ad alto dividendo con buona visibilità rimangono per noi attraenti, in quanto vediamo un eventuale rischio di rialzo tassi (soprattutto in USA) più spostato sul fine anno. In quest’ottica il nostro sovrappeso su utilities a alto dividendo rimane confermato. Lo stesso vale per titoli con potenziale M&A

Agosto è un mese statisticamente neutro
La statistica ci dice che agosto è un mese statisticamente «neutro» per il mercato: 9 mesi di performance positiva negli ultimi 18 anni (o 5 negli ultimi 10). Il 2016 si sta prospettando già come un altro «annus horribili» per il mercato italiano che si sta perdendo il treno del ribasso tassi e quello della ripresa ciclica nel mondo. Confidiamo in una stagione dei risultati discreta e magari in una buona stagione turistica che possa sostenere nel breve la macro Italia. Per il resto se valutazioni e direzione degli utili non danno particolare supporto, monitoriamo con attenzione possibili eventi macro che possano riportare l’attenzione degli investitori verso il mercato italiano (e che al momento fatichiamo a vedere…)

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