Mercati emergenti, è il momento giusto per investire?

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di Redazione 1 Settembre 2016 | 16:35

“Negli ultimi anni i titoli obbligazionari e le valute dei mercati emergenti hanno subito l’influenza di pesanti fattori interni, tra i quali continue pressioni inflazionistiche, incertezza politica e una crescita economica debole”, nota Luca Gianelle, client portfolio manager multi-asset di Russell Investments.

“Quest’anno abbiamo visto, invece, un chiaro miglioramento nei fondamentali economici dei paesi emergenti. La Oxford Economics, ad esempio, prevede che il Pil dei mercati emergenti crescerà nel 2016 del 2% in più rispetto ai pesi sviluppati1. Russell Investments ritiene che questo miglioramento possa avviare un periodo prolungato di migliori performance per le valute e le obbligazioni sovrane dei paesi emergenti. Crediamo, inoltre, che l’asset class che probabilmente beneficerà maggiormente dell’inversione di rotta delle economie emergenti sia il debito emergente in valuta locale (EMD), ossia emissioni di obbligazioni da parte dei governi dei paesi emergenti in valuta locale, come il real brasiliano, il peso messicano, il rublo russo e la lira turca. Certamente, alcune delle notizie provenienti da alcuni di questi paesi possono preoccupare, come ad esempio il recente tentativo di colpo di stato in Turchia o il diffondersi del virus Zika in Brasile. In modo da distinguere e separare le variabili importanti da analizzare da quelle irrilevanti, il nostro team di strategist analizza costantemente tutte le asset class secondo il modello di Russell basato su Ciclo, Valore e Sentiment (CVS)”.

“Ecco cosa ci suggerisce il nostro approccio a proposito del debito emergente in valuta locale”, aggiunge Gianelle:

1. Valore
: i nostri indicatori sulle valutazioni suggeriscono come l’EMD in valuta locale abbia un prezzo interessante rispetto ai dati storici. Questo è dovuto principalmente alle valute di questi paesi. Crediamo, infatti, che le divise degli emergenti siano scese a sufficienza e siano ora significativamente sottovalutate. A fine giugno 2016, i tassi di cambio (corretti per l’inflazione) delle maggiori economie emergenti come Messico e Sudafrica erano ben sotto le loro medie a 10 anni2. Considerando un orizzonte temporale di 3-5 anni, credo che le valute degli emergenti possano essere stabili o rafforzarsi nei confronti del dollaro americano.

2. Ciclo
: la debolezza strutturale di più lungo termine di queste economie certamente persiste, ma i recenti miglioramenti economici sono molto incoraggianti. Negli ultimi mesi, gli indicatori chiave nelle economie emergenti sono migliorati, mostrando dinamiche di crescita migliori nella seconda metà del 2016. Ad esempio, l’inflazione sta scendendo in paesi come Brasile e Russia. Il tasso di inflazione annua in Brasile è sceso dal 10,7% di gennaio 2016 all’8,7% di giugno; in Russia l’inflazione è calata dal 15,7% di settembre 2015 al 7,2% di luglio 2016. Questo è certamente positivo per le valute e per la crescita economica, permettendo alle banche centrali di poter tagliare i tassi. Sul fronte opposto, siamo naturalmente consapevoli dei rischi per i mercati emergenti derivanti da un prolungato rallentamento in Cina o da un potenziale aumento dei tassi da parte della Fed americana.

3. Sentiment:
il momentum sta virando in territorio positivo per questa asset class. Un indice comunemente usato per misurare la performance del debito emergente in valuta locale è il JP Morgan Emerging Market Government Bond (GBI-EM) Global Diversified Index. Al momento l’indice è salito del 18% da inizio anno (dato al 16 agosto 2016) dopo essere sceso significativamente nei precedenti 18 mesi. Il debito emergente in valuta locale può quindi fare bene nei prossimi anni. Nonostante potenziali battute d’arresto già evidenziate, i nostri strategist ritengono che il quadro di lungo periodo per le valute e il debito in valuta locale dei mercati emergenti sia positivo. Rispetto alle obbligazioni dei paesi sviluppati, il potenziale profilo rischio/rendimento del debito in valuta locale appare ora più interessante. Va sottolineato che, sia per un investitore istituzionale, sia per un investitore retail, entrare con il giusto timing in questa asset class è una variabile rilevante e difficile da valutare, ecco quindi come sia importante l’aiuto e la guida di un esperto degli investimenti. Il messaggio principale che proviene dal nostro approccio CVS – Ciclo, Valore, Sentiment, è che questa asset class possa essere una scelta molto adatta all’interno di un portafoglio multi-asset”.

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