La Bce rimane alla finestra, scattano vendite sui mercati

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di Luca Spoldi 8 Settembre 2016 | 15:38

NESSUNA NOVITA’ DALLA BCE – Tanto tuonò che non piovve: la Bce al termine dell’odierna riunione del board ha mantenuto invariato i tre tassi principali (ed in particolare a il tasso di rifinanziamento principale a zero e quello sui depositi a -0,4%), così come il programma di quantitative easing, che resta dunque di 80 miliardi di euro al mese. Il programma stesso, come ripete da mesi la Bce, durerà fino a fine marzo “o oltre se necessario e in ogni caso sinché non si vedrà un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi, coerente con l’obiettivo di inflazione” che la Bce si è data.

DRAGHI: NON SONO NECESSARI ALTRI STIMOLI – Nella successiva conferenza stampa Mario Draghi, sottolineando come al momento non appaiano necessari ulteriori stimoli e come non si sia discusso di “helicopter money” in alcun modo, ha aggiornato le previsioni su inflazione e crescita. Per quanto riguarda il Pil, questo è visto in crescita dell’1,7% nel 2016 (dal +1,6% previsto a giugno), dell’1,6% l’anno prossimo (da +1,7%) e sempre dell’1,6% nel 2018. Quanto ai prezzi, dovrebbero tornare a salire lievemente verso fine anno portando il dato medio 2016 al +0,2%, quello del 2017 all’1,2% e quello del 2018 all’1,6%, praticamente invariati e ancora ben al di sotto dell’obiettivo del 2% annuo.

IN CALO BORSE E TITOLI DI STATO – Dopo la decisione della Bce e le parole di Draghi, l’euro si rafforza portandosi a 1,1316 contro dollaro (con un picco a 1,1326). In calo invece sia le borse sia i bond del vecchio continente, con Piazza Affari in particolare che vede il Ftse Mib a -0,5%, il Ftse Italia All-Share in rosso dello 0,41% e il Ftse Italia Star cedere lo 0,38%. I Btp decennali vedono lo spread contro Bund risalire sull’1,09% e il rendimento sull’1,12%. Deboli anche gli altri listini europei, complice una giornata negativa per il settore auto e primi scambi in lieve calo a Wall Street.

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