Draghi: servono azioni a livello Ue su difesa e immigrazione

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di Luca Spoldi 13 Settembre 2016 | 17:15

DRAGHI: AZIONI CONGIUNTE DEI PAESI UE – Per riguadagnare il sostegno dei cittadini nell’Unione Europea è necessario che i leader politici varino azioni congiunte su temi quali la difesa e l’immigrazione. Lo sottolinea da Trento, dove ha ritirato il premio De Gasperi, il presidente della Bce, Mario Draghi, notando come vi siano “molte aree in cui l’Europa non deve essere coinvolta”, ma “ve ne sono altrettante in cui è chiaramente necessario e dove le iniziative europee sono non solo legittime, ma anche essenziali” come appunto nel campo della sicurezza, della difesa e dell’immigrazione.

RIFORME STRUTTRUALI ANCORA LATENTI – Le dichiarazioni di Draghi arrivano a tre giorni dal vertice Ue di Bratislava, dove i capi di governo discuteranno il futuro della Ue, su cui pesa l’elevata disoccupazione giovanile, il flusso di rifugiati, il crescente supporto a partiti populisti e il voto inglese a favore della Brexit. Il numero uno della Bce, che non parteciperà alla riunione, negli ultimi mesi ha lanciato ripetuti (e per ora inascoltati) appelli ai governi europei perché varino riforme strutturali e completino la messa a punto istituzionale di eurolandia.

MODERARE IMPATTO NEGATIVO INTEGRAZIONE – Ad oggi, ha anche fatto notare Draghi, le irrisolte divisioni interne come il mancato completamento dell’unione monetaria  ed economica pongono un “rischio concreto” per l’Europa, rischio che si deve superare “superando le nostre divergenze e andando avanti insieme”, ad esempio, come Draghi ha già avuto modo di notare negli scorsi mesi, rafforzando l’equità fiscale e creando un programma comune di assicurazione contro la disoccupazione che moderi l’impatto negativo dell’integrazione europea assicurandone al tempo stesso il proseguimento.

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