Mps in luce dopo nomina Morelli e uscita di scena di Tononi

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di Luca Spoldi 15 Settembre 2016 | 10:45

MPS: MORELLI ARRIVA, TONONI PARTE – Il ricambio ai vertici di Mps non si ferma. Dopo la nomina, avvenuta ieri, di Marco Morelli ad amministratore delegato e direttore generale delle banca a partire dal 20 settembre prossimo, il presidente, Massimo Tononi, ha rassegnato le dimissioni, pur assicurando di rimanere in carica fino all’assemblea della prossima primavera. Al suo posto, secondo voci che hanno preso a circolare fin da ieri sera, potrebbe arrivare nei prossimi mesi ministro Vittorio Grilli o in alternativa Corrado Passera, già indicato tra i papabili come successore dell’ex numero uno Fabrizio Viola, che da parte sua ha dato la disponibilità di un mese di “passaggio di consegne” a Morelli per ottenere una transizione “soft”.

BANCA IMI CONFERMA HOLD – A questo punto crescono le incertezze sulla data in cui sarà effettivamente lanciato l’aumento di capitale da massimi 5 miliardi, collegato alla pulizia di bilancio concordata con la Bce e che prevede la cessione di un portafoglio di crediti in sofferenza da 27,7 miliardi di euro, da cui la banca auspica di incassare 9 miliardi, pari ad una valutazione del 33% rispetto al valore di libro che appare superiore ai prezzi attualmente pagati dal mercato per questi asset. Banca Imi, che ha confermato stamane il proprio “hold” su Mps, si attende che Morelli “riveda il business plan, la cui presentazione potrebbe essere rimandata (per la fine di settembre), e l’aumento di capitale”.

MORELLI VARERA’ CONVERSIONE VOLONTARIA BOND? – Gli analisti non si aspettano “modifiche dei principali pilastri del piano (cessione dell’intero stock di crediti deteriorati e azioni sul capitale per 5 miliardi di euro) che sono stati concordati con la Bce”, mentre attendono “cambiamenti sugli aspetti tecnici della ricapitalizzazione” e in particolare ritengono che la “conversione volontaria dei bond subordinati in azioni sia un modo adeguato per ridurre i fondi necessari richiesti attraverso l’aumento di capitale, migliorando nel complesso la fattibilità dell’operazione di ricapitalizzazione”. Chissà se anche gli obbligazionisti saranno d’accordo e in cambio di quale premio aderiranno all’eventuale operazione di conversione? Intanto in borsa Mps recupera il 2,1% riportandosi sui 22,87 centesimi di euro per azione.

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