Imprese: ristrutturare conviene negli Usa più che in Italia

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di Luca Spoldi 22 Settembre 2016 | 12:54

RISTRUTTURAZIONI AZIENDALI, RISULTATI MIGLIORI NEGLI USA – Meglio ristrutturare un’azienda negli Usa che in Italia: le imprese italiane, secondo uno studio realizzato dalla Divisione Ricerche Claudio Dematté della Sda Bocconi School of Management in collaborazione con EY, accedono alle procedure di ristrutturazione quando sono ancora in migliore salute rispetto alle imprese statunitensi che si avvalgono del Chapter 11, eppure negli Usa la procedura, oltre ad essere meno costosa, è più veloce e porta a un risultato nettamente migliore in termini di crediti recuperati.

COSTI E TEMPI TROPPO ALTI NEL BEL PAESE – Le piccole imprese italiane si affacciano infatti alle procedure di ristrutturazione con un rapporto tra passività e attività (“leverage”) pari a 0,88, contro l’1,11 delle piccole imprese statunitensi, mentre i valori per le grandi imprese sono pari a 0,83 per l’Italia e 1,07 per gli Stati Uniti. A questo punto, tuttavia, si apre una procedura che, negli Stati Uniti, dura un anno e mezzo mentre in Italia dura quasi un anno e dieci mesi e che, soprattutto, in Italia ha un costo pari al 22% del patrimonio aziendale, contro appena l’8,2% negli Stati Uniti.

RECOVERY RATE RESTA MODESTO – Il tutto, come emerge dai dati della ricerca coordinata da Maurizio Dallocchio per la Sda Bocconi e dagli esperti dell’area TAS – Transaction Advisory Services di EY Italia, si traduce in un “recovery rate” che, in Italia, tocca appena il 63,1%, mentre negli Stati Uniti arriva all’80,4%. Da notare che la comparazione realizzata dalla Sda Bocconi include anche Belgio, Finlandia, Giappone, Paesi Bassi, Norvegia, Singapore e Regno Unito: ebbene, la procedura italiana è quella che ottiene i risultati peggiori in tutti e tre i parametri (recovery rate, durata e costo).

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